Le preoccupazioni dei consumatori sulle condizioni sociali nelle quali vengono prodotti certi beni sono sempre più forti. I consumatori, allertati da numerosi scandali (palloni da calcio e tappeti prodotti dai bambini, ad esempio), reclamano maggiori e più chiare informazioni sui metodi di produzione.
I consumatori desiderano poter scegliere, laddove sia possibile, tra "prodotti buoni" e "cattivi", così che l’acquisto si trasformi da atto di consumo ad atto di creazione e quindi mezzo di espressione morale e politica.
Il consumo critico poggia su due pilastri: l’esame dei singoli prodotti e l’esame delle imprese. A volte il singolo prodotto può risultare perfetto da tutti i punti di vista, ma che dire se è stato fabbricato da una multinazionale che possiede tante altre attività inquinanti, che esporta rifiuti pericolosi nel sud del mondo, che nell’Europa dell’Est sfrutta i lavoratori, che è compromessa con i militari? Per questo prima di comprare qualsiasi prodotto molti consumatori desiderano conoscere anche il comportamento generale delle imprese produttrici.
I comportamenti a cui il consumatore critico presta più attenzione sono le relazioni di lavoro, il modo di condurre gli affari nel Sud del mondo, l’atteggiamento rispetto all’ambiente.
Il CONSUMO CRITICO è un atteggiamento di scelta costante che si attua su tutto ciò che compriamo ogni volta che andiamo a fare la spesa. In concreto, consiste nella scelta dei prodotti non soltanto in base al prezzo ma, anche, in base alla storia dei prodotti stessi e al comportamento delle imprese che ce li offrono. Consumando in maniera critica segnaliamo alle imprese i comportamenti che approviamo e quelli che condanniamo. Come racconta Gesualdi, del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, attraverso il consumo critico votiamo ogni volta che facciamo la spesa!
Sulla spinta di questa forte tensione dei consumatori verso l’etica, l’ecologia ed il rispetto delle “norme sociali”, molte imprese quindi stanno mutando i loro comportamenti e non possono più pensare di attuare politiche contrarie a questi principi senza una reazione da parte dei consumatori, o di almeno una parte di loro, che così rivendicano il ruolo centrale della domanda (o dell’acquisto) nell’economia. Sulla scia di questa “nuova egemonia” dei consumatori, la Strabucks, una delle più grandi catene mondiali di coffee bar, ha dichiarato di aver intenzione di rifornirsi di caffè solo dai coltivatori che rispettino standard sociali ed ambientali e di comprare il 74% dei chicchi verdi ad un prezzo fisso e valido a lungo termine, al fine di garantire la stabilità e la prevedibilità per i produttori.
Informazioni sul comportamento delle imprese si possono trovare sulla GUIDA AL CONSUMO CRITICO del Centro Nuovo Modello di Sviluppo (2003, EMI. Prezzo € 15)
http://www.cnms.it. Le informazioni raccolte in questa Guida si riferiscono ai 170 gruppi italiani ed esteri che incontri più frequentemente al supermercato. Sono organizzate sia per tabelle di marchi (seconda parte) che per schede di impresa (terza parte) per consentirti di scegliere in modo più agevole.