Il principale scopo del Commercio Equo è quello di contribuire alla riduzione della povertà, cercando di accrescere il reddito e le opportunità dei produttori svantaggiati dei Paesi in Via di Sviluppo. Per raggiungere questo obiettivo, il Commercio Equo fornisce ai produttori un mercato protetto e assistenza nello sviluppo delle capacità necessarie ad entrare nel mercato convenzionale delle esportazioni. Una serie di criteri, condivisi da tutti gli attori del fair trade regolano le attività dell’intera catena di produzione e commercializzazione verso queste finalità.

In primo luogo, le ATOs garantiscono ai produttori l’accesso diretto al mercato europeo evitando il più possibile il rapporto con intermediari e speculatori. Se necessario, le organizzazioni di Commercio Equo possono pagare parte del prezzo in anticipo, evitando in questo modo il ricorso a prestiti usurai, molto frequenti in questi paesi, e istaurando delle relazioni di lungo termine che possano garantire stabilità e sicurezza ai produttori.
La filosofia del fair trade si fonda soprattutto sul cosiddetto “prezzo equo” garantito ai produttori, il quale deve non solo coprire l’intero costo del bene, inclusi i costi sociali e ambientali, ma deve altresì garantire ai produttori uno stile di vita dignitoso e fornire loro un margine per gli investimenti futuri. Inoltre, le Alternative Trade Organizations si impegnano a fornire assistenza tecnica per la formazione e l’aggiornamento dei metodi produttivi e consulenza finanziaria e gestionale. Si determina, in questo modo, un importante trasferimento di know how da Nord a Sud, impensabile in condizioni di relazioni commerciali tradizionali.