Attraverso la valorizzazione della sua cultura, l’impresa "deve saper comunicare l’immagine di interlocutore affidabile, serio e leale, che investe e crea lavoro e ricchezza, dimostrando attenzione e sensibilità al contesto socio-economico, culturale e ambientale in cui opera" (Chiesi A).

Lo strumento che consente di far fronte a quest’esigenza di comunicazione è il bilancio sociale che costituisce un documento complementare al bilancio d’esercizio. Oltre ad essere un rendiconto quantitativo e qualitativo dell’attività aziendale, esso è uno strumento propositivo dell’immagine dell’impresa e deve svolgere una funzione informativa più ampia di quella patrimoniale, finanziaria ed economica tradizionale. In particolare il bilancio sociale deve:
- fornire informazioni sugli assetti proprietari e di governance dell’impresa;
- evidenziare le caratteristiche della cultura aziendale e comunicare il sistema di valori di riferimento della propria organizzazione;
- distinguere l’azienda come organismo utile alla collettività, operante nel rispetto delle condizioni ambientali e delle aspettative degli interlocutori interni ed esterni;
- illustrare il valore aggiunto prodotto e la sua distribuzione tra coloro che hanno contribuito al processo produttivo;
- rendere conoscibili i mezzi impiegati per la valorizzazione delle persone, l’innovazione tecnologica, l’attività di formazione, l’igiene e la sicurezza sul lavoro, la prevenzione dei rischi ambientali.
In Italia il bilancio sociale rappresenta una scelta volontaria. Dopo le prime esperienze effettuate nel 1993 e nel 1994 dalle Ferrovie dello Stato e dal Credito Valtellinese, oggi redigono questo tipo di bilancio tutte le grandi società, di diversi settori: Eni, Agip, Enel, Coop, nonché enti come il Comune di Milano. In altri paesi la sensibilità verso questi temi è più ampia. In Francia la redazione del bilancio sociale è obbligatoria per legge dal 1977 per le aziende con più di trecento dipendenti e ha per oggetto i rapporti con il personale, dunque presenta rilevanza interna. In Germania ha ampia diffusione, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è prassi consolidata, anche se a Londra (soprattutto per pressioni sindacali) si punta sul rispetto dei codici etici di comportamento.
La redazione del bilancio sociale, oltre a ridurre la possibilità di interpretazioni errate sulle motivazioni alla base dei comportamenti e delle attività socialmente responsabili dell’azienda ed estinguere l’eventuale diffidenza e sospetto che tali attività possono suscitare, produce anche l’effetto di promuovere e rafforzare la formazione di un’immagine aziendale positiva da “buona cittadina”, che si tramuta poi all’esterno in una serie di reazioni favorevoli e contribuisce a legittimare l’operato dell’impresa stessa (Manni F.,1998).