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Fabrizio De Andrè: ed avevamo gli occhi troppo belli

A Est di IKEA
di Massimo De Luca


Nell'Europa dell'Est (Bulgaria, Romania, Russia e Ucraina), Ikea seleziona i propri fornitori e fornisce loro macchinari e strumenti di produzione. In questi paesi, la multinazionale svedese é un cliente e anche un investitore. Per questo motivo, è l'azienda svedese a imporre i prezzi di acquisto dei prodotti, naturalmente d'importo basso, conveniente e poco vantaggioso per le aziende che vendono i loro articoli con un esiguo margine di guadagno di circa il 10%.
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Per Ikea, margini così ridotti sono parzialmente giustificati da diversi motivi:
  • gli articoli commissionati da Ikea sono semplici da produrre;

  • Ikea ordina consistenti quantitativi e con largo anticipo, permettendo ai fornitori di poter organizzare la propria produzione;

  • concede ai propri fornitori prestiti a tasso agevolato che spesso sono compensati con l'importo dovuto da Ikea per l'acquisto della merce.


  • La lavorazione del legno in Bulgaria
    In Bulgaria, l'industria leggera, settore che comprende anche la lavorazione del legno, é particolarmente sviluppata, grazie alla sua antica tradizione. La prima fabbrica risale al 1834 e l'economia pianificata del regime comunista sviluppò la struttura produttiva e formò operai specializzati ben qualificati capaci di fare prodotti di buona qualità in linea con gli standard internazionali. Tuttora, la manodopera è a basso costo e professionale; è per questi motivi che in Bulgaria investono numerose multinazionali straniere. L'industria del legno esporta circa il 73% della produzione.

    Da circa 5 anni, lo stato sta privatizzando il settore che era caratterizzato dalla presenza di poche grandi aziende di proprietà statale. Il governo vende gradualmente la proprietà di queste fabbriche ad aziende private, soprattutto di piccole e medie imprese.
    Con la privatizzazione del settore le condizioni dei lavoratori sono peggiorate: le nuove imprese non rispettano i diritti dei lavoratori. Nel 1999, l'ispettorato del lavoro ha eseguito delle ricerche, non facilmente consultabili, in merito alle condizione di salute e sicurezza dei lavoratori del legno, nelle fabbriche del centro-sud della Bulgaria. La situazione emersa era disastrosa:
  • molti operai soffrono di traumi, tagli, bruciature, allergie, problemi respiratori e tumori;

  • il salario da loro percepito, inferiore a quello dei lavoratori degli altri settori industriali, gli garantisce uno stato sociale realmente basso;

  • il lavoro in nero è molto diffuso.


  • EthicalStore - Blog sul commercio etico La ricerca di Somo é stata eseguita tra giugno e luglio del 2002, in quattro fabbriche del paese. Gli operai sono stati intervistati fuori dal luogo di lavoro, per preservare loro da possibili rappresaglie da parte dei datori di lavoro. Nell'inchiesta, per avere delle informazioni più complete, sono stati coinvolti alcuni rappresentanti sindacali e un manager. Molti lavoratori sono assunti senza contratto, lavorano a cottimo e senza avere garanzia dei propri diritti. Invece, chi é assunto regolarmente, percepisce il minimo salariale che é sufficiente solo per le necessità primarie: mangiare, pagare le bollette e comprare qualche vestito. Nessun lavoratore può permettersi di andare in vacanza o risparmiare. Lo straordinario non è adeguatamente retribuito, ma spesso, è svolto per compensare carenze economiche. In nessuna delle quattro fabbriche lavorano i bambini mentre casi di lavoro forzato sono stati riscontrati in una sola azienda.

    Le donne, di solito, sono pagate meno che i loro colleghi uomini e sono adibite a mansioni con più alto rischio per la salute, come ad esempio, la verniciatura. I sindacati non rappresentano gli interessi dei lavoratori e chi fa sciopero viene licenziato. In alcune aziende, gli operai difficilmente vanno in ferie, perche l'impresa, in violazione al codice del lavoro bulgaro, paga con un “bonus” a chi non va in licenza. L'asma e la bronchite sono malattie professionali tipiche di chi lavora il legno. Nonostante il codice del lavoro bulgaro preveda 5 giorni di licenza in più a chi fa questo tipo di mestiere, le imprese del settore che lavorano per Ikea, non adottano misure sufficientemente adeguate per tutelare la salute e la sicurezza degli operai. È pur vero che chi é addetto alle mansioni più rischiose ha una maggiore retribuzione, più giorni di licenza e visite mediche annuali. Molti dipendenti, però, non indossano protezioni ed equipaggiamenti adeguati, non sono informati sui rischi relativi al proprio impiego, lavorano in ambienti molto caldi e quando hanno un infortunio o una malattia improvvisa, non sono soccorsi immediatamente.
    Alcuni lavoratori intervistati, raccontano che in un azienda, un operaio si procurò un danno permanente ad un occhio mentre lavorava, ma prima di essere curato, è stato obbligato a trovarsi un sostituto. Il sistema antincendio funziona correttamente in tutte le aziende. Anche in Bulgaria si lavora in un ambiente militarizzato: luogo di lavoro e alloggi sono presidiati da guardie di sicurezza.

    Fonte:
  • SOMO

  • EthicalStore – Blog sul commercio etico


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  • Le condizioni di lavoro nella catena di fornitura di Ikea.Case studies




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