Commercio Equo
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Commercio equo e solidale
di Equonomia.it


Nato in Europa alla fine degli anni '50, dall'idea del direttore di Oxfam UK di vendere nei propri negozi prodotti d'artigianato confezionati da profughi cinesi, il Commercio Equo è diventato oggi un importante approccio di cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo che, migliorando l'accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati, cerca di riequilibrare i rapporti tra Nord e Sud del mondo. L'anima del movimento sono:

  • i PRODUTTORI dei Paesi in Via di Sviluppo
  • le CENTRALI D'IMPORTAZIONE (Alternative Trade Organizations ATOs)
  • le BOTTEGHE DEL MONDO (World Shops)
  • i CONSUMATORI
  • tutte le ORGANIZZAZIONI che lavorano per la sua diffusione e crescita.

ProduttoriLa diversità e la complessità dei tanti soggetti coinvolti rende il Commercio Equo un movimento dinamico tanto che risulta difficile una sua categorizzazione o generalizzazione, ma, sicuramente, i principi fondamentali sui cui si basa sono gli stessi: rispetto di tutti di diritti umani, inclusi i diritti economici, politici e sociali, il diritto allo sviluppo, i diritti sociali dell'OIL e un'economia sostenibile.

Le istituzioni del commercio equo e solidale internazionale riunite in FINE (Flo, Ifat, News!, Efta) si sono confrontate per dare una nuova e comune definizione di fair trade, che possa favorire una percezione omogenea del movimento, il rapporto con consumatori e operatori, il confronto con le istituzioni. Approvata nell'ottobre 2001, la seguente definizione è oggi condivisa da tutti gli attori del movimento:


"Il Commercio Equo è una partnership commerciale basata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che mira ad una maggiore equità nel commercio internazionale. Contribuisce allo sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali a produttori svantaggiati e lavoratori, particolarmente nel Sud del mondo, e garantendone i diritti.Produttori
Le organizzazioni del Ccooercio Equo, col sostegno dei consumatori, sono attivamente impegnate a supporto dei produttori, in azioni di sensibilizzazione e in campagne per cambiare regole e pratiche del commercio internazionale convenzionale."


Dalla Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale si legge che i suoi Obiettivi sono:

1. Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l’accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali.

2.Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo.

3. Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo.

4. Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere di acquisto in maniera positiva.

5. Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica.

6. Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati.

7. Favorirel'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati.

8. Sostenere l'autosviluppo economico e sociale.

9. Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del commercio internazionale convenzionale.

10. Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.




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