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News
Turismo responsabile |
08/06/2006 |
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L'Inaugurazione si svolgerà Giovedì 8 Giugno 2006 dalle ore 18,00 alle 22,00 presso la sede di Equoland a Campi Bisenzio (via F.lli Cervi, 76/78 zona Centro Comm.I Gigli), nei cui locali sarà ospitata la filiale di Viaggi Solidali in Toscana.
Il Programma della serata prevede:
alle ore 18,30: presentazione delle attività di Viaggi Solidali
a seguire: buffet a base di prodotti del commercio equo e biologici locali.
Info:
Equoland 055.89.46.698
Viaggi Solidali 055.89.69.633
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Consumo Critico?! |
08/06/2006 |
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LONDRA - Topolino e soci sbarcano sui banchi di frutta per invogliare i bambini a una sana alimentazione. Con questo proposito, ha spiegato il gruppo Disney, è stato raggiunto un accordo in Gran Bretagna con i supermercati Tesco. Adesivi coi celebri personaggi cartoon saranno apposti su mele, pere banane e affini, per per convincere i piccoli consumatori a mangiarle. Al posto di merendine e altri snack saturi di grassi.
"Vogliamo che sia più facile per le mamme nutrire i loro figlioli in modo sano", ha detto Rochelle Gosling, portavoce del colosso Usa dei media e intrattenimento. La "campagna frutta" di Disney - che peraltro ha detto di voler interrompere quest'anno l'abbinamento finora esclusivo con i menu McDonald's, "colpevole" di cattiva alimentazione verso i più giovani - era già stata avviata in Europa nei supermercati Metro a Dusserdolf. Ora, l'alleanza con Tesco fa fare un ulteriore passo avanti, in questa strategia.
In Gran Bretagna, tra l'altro, il problema obesità sta diventando sempre più grave: secondo le statistiche 2004, circa un quarto dei cittadini di Sua Maestà è decisamente sovrappeso. Una quota doppia rispetto a quanto registrato nel 1993.
Riguardo agli accordi con McDonald's, Gosling ha precisato che saranno stretti "caso per caso e non più su una partenership di lungo termine".
Va anche detto che i personaggi Disney sono già entrati anche nei supermercati francesi, ma su scaffali più appetitosi ma meni sani della frutta. E cioè quelli di pizza e mini-burger, secondo l'accordo stretto con la big della grande distribuzione Carrefour.
FONTE: Repubblica.it |
Colombia |
07/06/2006 |
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A tutt'oggi non sussiste accordo su nessuno degli articoli contenuti nel pacchetto di richieste avanzato in Colombia dal Sinaltrainal (sindacato degli alimentaristi colombiani) a Nestlè.
La posizione dell'impresa è stata fino ad oggi di assoluta chiusura di fronte alle richieste di migliori condizioni salariali e sicurezza sul lavoro per i nuovi assunti. La multinazionale svizzera ha già manifestato la volontà di cancellare diversi diritti acquisiti dai lavoratori, primo fra tutti quello alla salute. Nei giorni scorsi il Sinaltrainal è riuscito a far rientrare nel sindacato alcuni lavoratori dello stabilimento di Valledupar (ex Nestlè ed oggi in joint venture con la Fonterra, con il nome di DPA) e a presentare un pacchetto minimo a loro sostegno. La risposta della multinazionale ha portato al licenziamento della maggior parte dei lavoratori.
Fonte: [fair]watch
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Marketing e Islam |
06/06/2006 |
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Si terrà a Biella il 23 giugno (dalle 14 alle 18), presso l'aula magna b della palazzina Città Studi il seminario Marketing e Islam
L'incontro, gratuito, si pone come obiettivo di conoscere, ascoltare,
comprendere, valorizzare e responsabilizzare i clienti musulmani. Organizzato da Etnica, associazione per un'economia interculturale, il seminario è stato organizzato con il sostegno di al quds jeans, collegio ragionieri commercialisti di biella, coreis, ds, inturin_politecnico di torino, la stampa e paralleli.
PROGRAMMA:
mario napolitano_etnica
saluti
rinaldo bontempi_paralleli
l’islam sotto casa
francesca paci_la stampa
un modello di finanza islamica per l’Italia
fatima edouhabi_università di bologna
la relazione con il cliente musulmano
yunus abd al nur distefano_coreis
l'economia dell'integrazione
sherif el sebaie_inturin, politecnico di torino
case history_mecca cola
elio limberti_
case history_al quds jeans
susanna cavalli_al quds jeans
conclusioni:
aly baba faye_ds
mario rovetti_collegio ragionieri
INFO: Etnica.
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UE-WTO |
03/06/2006 |
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Oltre 70 ong europee diffidano a mezzo stampa il commissario UE al Commercio Peter Mandelson a continuare a negoziare in nome della solidarietà e dello sviluppo.
Una insolita pubblicità a pagamento è apparsa il 1 giugno sul Financial Times: oltre 70 ong e movimenti sociali di tutta Europa diffidano il commissario Europeo Peter Mandelson e i Governi degli Stati membri ad andare avanti con i negoziati WTO nel nome della solidarietà. La clamorosa iniziativa, che coinvolge per l'Italia Campagna per la riforma della Banca Mondiale, l'organizzazione equosolidale [fair], l'ong Mani Tese e l'Osservatorio sul Commercio Internazionale Tradewatch, all'Unione Europea il continuare a negoziare da cinque anni accordi commerciali a esclusivo vantaggio di grandi gruppi produttivi e finanziari del continente, mascherandoli come un'opportunità di sviluppo per i Paesi più poveri.
"Non nel nostro nome", affermano le organizzazioni di solidarietà al Commissario al commercio, contestando a Mandelson e ai Paesi membri la legittimità di continuare a negoziare questa piattaforma in nome dei valori e delle pratiche solidali che esse rappresentano.
L'Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), nonostante l'empasse che stanno subendo tutti i tavoli del negoziato, sta cercando di portare a casa un accordo di massima sulle modalità fondamentali di scambio, tentando di guadagnare il più grande accesso possibile ai mercati in crescita del Sud in particolare per i propri servizi, comprese acqua, energia e grande distribuzione.
Giugno si annuncia come un mese decisivo: con molta probabilità ci sarà un incontro di livello ministeriale (il segretario generale PAscal Lamy ha indicato come data di inizio il giorno 26), perché dopo l'intenso lavoro dei funzionari nelle ultime sei settimane, servono negoziati di alto livello.
Ma nell'ultimo Consiglio generale pare ci sia comunque stato un momento di consenso generale, quando l'ambasciatore dello Zambia Love Mtesa ha proposto che a a partire dal giorno di inizio dei mondiali di calcio tutti gli incontri dei vari comitati terminino alle ore 16 in modo da permettere ai negoziatori di assistere alle partite di calcio. Si tratta dell'unica proposta africana accolta all'unanimità da un Consiglio Generale, da quando il Doha Round è partito!
L' appello "Not in our name" sottolinea che Mandelson e la linea liberista della Commissione non godono del sostegno della società civile di tutta Europa.
"Vogliamo - chiedono i promotori dell'appello tra i quali le organizzazioni del Tradewatch - un accordo che incontri i bisogni e i diritti delle parti sociali più vulmerabili, e che protegga l'ambiente nel Sud del mondo come nelle periferie delle nostre città. Peter Mandelson, usando le parole e i valori a noi cari per giustificare un piano d'attacco commerciale che non tiene in conto alcune di queste preoccupazioni, ci prende in giro ".
Tradewatch (www.tradewatch.it) continua a monitorare in tempo reale i tavoli negoziali, e sarà presente con i suoi esperti in tutti i momenti salienti del negoziato, come al General Council convocato a Ginevra nel luglio prossimo per raccontare opportunità e retroscena delle trattative commerciali in corso, tra le più pericolose per uno sviluppo umano e sostenibile del pianeta
FONTE: www.tradewatch.it
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Tesi di laurea su RSI |
01/06/2006 |
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Il presente ed il futuro hanno bisogno di manager etici. E' questa la sfida del Premio Socialis, promuovere i concetti di responsabilità sociale, sostenere la crescita di una nuova figura professionale quale appunto il manager etico, ma anche dare riconoscimento ai numerosi studi accademici sull'etica, l'economia e la responsabilità sociale.
Il Premio Socialis, giunto alla sua IV edizione è l'unico riconoscimento italiano riservato alle migliori tesi di laurea sulla Responsabilità Sociale, sulla Governance e sulle iniziative per lo sviluppo sostenibile. Il bando è riservato a laureati e laureandi di tutte le Università italiane che potranno presentare lavori sul tema della responsabilità sociale delle imprese, elaborati non antecedenti al 1° gennaio 2003 e che dovranno essere presentati entro il il 15 giugno 2006 alla segreteria organizzativa del premio, presso Errepi Comunicazione - Corso Vittorio Emanuele II, 284 - 00186 Roma. Il bando integrale di partecipazione è disponibile sul sito www.clubsocialis.it.
In questi anni sono cresciuti in maniera significativa gli studi accademici sul fenomeno della responsabilità sociale (da 50 tesi presentate alla prima edizione del Premio Socialis a oltre 140 di quella dello scorso anno), così come è cresciuta la consapevolezza che il comportamento socialmente responsabile rappresenta l'unico sistema per poter vivere in un mondo migliore. Lo pensano le imprese (oltre il 70% di quelle con più di 100 dipendenti investe nel sociale), le organizzazioni che operano nel non profit (oltre 220.000 escluse le fondazioni e le cooperative sociali), che rappresentano una realtà importante nel nostro Paese, la Pubblica Amministrazione, che percepisce la necessità di una più coerente adesione alla società civile, gli italiani tutti, che per circa il 60% preferiscono acquistare prodotti provenienti dal commercio equo e solidale.
«Coscienza e intelligenza manageriale sono le doti che permettono agli uomini e alle donne d'impresa di affrontare un nuovo modo di fare economia, guardando al sociale, all'ambiente e allo sviluppo delle relazioni - ha sottolineato Roberto Orsi, Presidente e Amministratore Delegato di Errepi Comunicazione – Per essere competitivi, anche in quest'ambito, sempre più organizzazioni sentono l'esigenza di inserire nel proprio organico la figura di un manager etico in grado di sottolineare e diffondere il valore ed i vantaggi di un comportamento responsabile».
Fonte:Villaggio Globale
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Dove sta andando Banca Etica? |
01/06/2006 |
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Note margine sull'assemblea nazionale dei soci di Banca etica
Alessandro Messina
31 maggio 2006
Ho partecipato all'Assemblea annuale dei soci di Banca Etica con l'intenzione di intervenire e poter discutere con il consiglio di amministrazione e gli altri soci in merito a molte questioni che considero critiche rispetto all'attuale gestione della banca.
Avrei voluto presentare le mie osservazioni e ottenere dei commenti, se non delle risposte.
Questo non è stato possibile per come è stata gestita l'assemblea. Rimando alla nota a margine di questo documento per una descrizione dell'accaduto e del perché non mi è stato possibile esprimere pienamente le mie opinioni, che affido perciò a questa breve relazione.
Con la quale spiego perché ho votato contro l'approvazione del Bilancio 2005 di Banca Etica.
Le questioni erano (sono) le seguenti. Se partiamo dalla riflessione che Banca Etica poggia su due gambe, una tecnico-economica (il fare banca) e una politico-associativa (l'essere movimento culturale), credo sia indubbio che non può esservi equilibrio in Banca Etica se una o entrambe le gambe zoppicano. Oggi io vedo diversi problemi. Dal lato tecnico-economico:
- gli impieghi, pur crescendo, restano meno della metà della raccolta;
- al Sud va solo il 7% del totale investito. Vero è che al Sud si raccoglie molto meno ma si noti che in termini assoluti si raccoglie esattamente quanto si investe, dunque di nessun atto di generosità oggi beneficia il nostro meridione, mentre c'è da chiedersi se non meriti attenzione maggiore da una banca che dovrebbe contrastare e invertire le tendenze peggiori del nostro sistema economico;
- per capire quanto sia poco il 7% di cui sopra, basti pensare che al Veneto arriva il 24%, al Lazio il 18% e alle reti associative Arci e Acli, complessivamente, il 12%;
- vi è poi l'annosa questione di Etica s.g.r. Un progetto che toglie energie a quello originario di una banca alternativa e che ormai, dopo i nuovi assetti societari, non è più neanche controllabile da Banca Etica. La vicenda... Leggi tutto l'articolo su Carta.org
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