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News
Finanza Etica |
23/05/2006 |
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Tornano a calare i rendimenti, anche a tre anni dei fondi azionari e bilanciati della finanza etica.
Aviva Funds European Socially Responsible Equity Fund, per esempio, resta il migliore ma i suoi rendimenti passano dal 91,8 per cento al 77,9 nei tre anni e dal 38,3 al 29,8 nei 12 mesi.
Fra gli obbligazionari si contano otto fondi su 17 con un risultato negativo nei 12 mesi.
Tutte le performance
Fonte: La Mia Finanza |
Il Biologico va in città |
23/05/2006 |
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Che cosa accade nel mondo dei piccoli produttori agricoli di Vallata? Lo ha spiegato Giuseppe Stoppelli, amministratore dell'Azienda dimostrativa di Pallodola nel forum tenuto al mercatino-laboratorio dei commercianti del Circuito Rane del centro storico di Sarzana. Con loro ne hanno parlato anche il tecnico agronomo dell'Azienda Roberta Tonfoni e alcuni protagonisti di questo mondo: da Nedo Mannucci, a Roberto Cagnoli a Luigi Della Croce. E' emerso così tutto un circuito di idee e di operatività.
E proprio questo ha voluto fare la prima edizione de La natura va in città. In contemporanea in via Landinelli c'erano le bancarelle de "Il mondo dei sapori" che si tiene ogni terzo week end del mese. Con il risultato di un grande mercato di piccole produzioni di nicchia.
Insomma Sarzana non dorme e si muove per valorizzare la città.
Vermentini dei Colli di Luni, oli di prempesa e leccione di Castelnuovo Magra, erbe aromatiche cresciute in piena aria da Artemisia a Ortolano, miele di melata e rosoli della scuola "L: Fantoni" di Soliera, la china storica di Clementi, marmellate e fragole di Luni, formaggi di pecora e di capra della Braia, Marocca di Casola. Tutti a rappresentare la Lunigiana di mare e di terra che si beve e si mangia. Sono soltanto alcuni esempi di duro lavoro e di idee vincenti che vanno diffuse e sostenute perché possano continuare a esistere. Per questo sono stati chiamati i piccoli produttori a parlarne direttamente: da Roberto Petacchi, Fabio Lambruschi, Ivan Giuliani (vermentini), a Francesco Bertolucci (che fa il pastore a Braia di Licciana, 120 pecore e 20 capre), a Fabio Bertolucci che sta rilanciando la torta di patate di Regnano. Significativo in questo senso l'appello di Roberto Cagnoli nel forum: Mangiate locale.
Ma il Circuito Rane ha volutamente allargato il discorso anche alla bici come andar lento per scoprire il territorio, al piccolo artigianato della ceramica e del feltro, alla bioedilizia, ai fiori.
E ci proverà ancora il 18 giugno.
Fonte:GreenPlanet |
Londra |
23/05/2006 |
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Più sani, più belli. Con questo slogan, il ministero dell'Istruzione britannico ha annunciato nuove misure per migliorare la qualità dei pasti serviti nelle mense scolastiche di tutto il Regno Unito: a partire dal settembre prossimo, scolari e studenti dalle elementari alle superiori, sia nelle scuole pubbliche che in quelle private, dovranno ricevere almeno due porzioni di frutta o verdura a pasto e un'alimentazione generalmente più sana e nutriente a base di carne di buona qualità, pesce e pollo.
L'iniziativa comprende anche la messa al bando dalle mense e dalle rivenditrici automatiche a gettone o dagli spacci all'interno delle scuole di ogni tipo di fast food: niente più bibite gassate, patatine fritte, cioccolata. Quanto ai cibi fritti, potranno essere serviti nelle mense non più di due volte alla settimana.
Il programma, approvato tre mesi or sono dal governo di Tony Blair, prevede uno stanziamento di 280 milioni di sterline, circa 410 milioni di euro, nell'arco dei prossimi tre anni per coprire i costi di ingredienti migliori e per corsi di addestramento dei cuochi e del personale delle mense scolastiche.
I nostri bambini non possono continuare a mangiare il cibo di bassa qualità, poco nutriente e troppo ricco di grassi, che serviamo loro da decenni, ha detto Alan Johnson, il ministro dell'Istruzione, illustrando il piano. "Occorrerà molto tempo per trasformare la cultura dell'alimentazione nelle scuole e riorientare il menù delle mense verso una maggiore attenzione alla salute e alla dieta, ma il nostro è un programma ambizioso e l'importante è cominciare a cambiare qualcosa".
A scatenare le richieste di una riforma era stato il grido d'allarme lanciato lo scorso anno da Jamie Oliver, uno dei cuochi più famosi della Gran Bretagna, conduttore di una seguitissima trasmissione di gastronomia alla tivù e amico della famiglia Blair: inorridito dal cibo che i suoi figli mangiavano a scuola, Oliver, che è stato uno dei primi a introdurre la dieta mediterranea tra gli inglesi, si era offerto di insegnare personalmente ai cuochi delle mense come preparare pasti migliori. La sua protesta è stata raccolta dall'allora ministro dell'Istruzione Ruth Kelly, che ha convinto il primo ministro a interessarsi attivamente del problema.
Uno dei motivi che hanno spinto il governo ad agire è l'incremento dell'obesità infantile nel Regno Unito, dove secondo le statistiche negli ultimi quindici anni il numero dei giovani sovrappeso e a rischio di rimanere obesi per tutta la vita è quasi raddoppiato.
Anche tra gli adulti la Gran Bretagna è uno dei paesi europei più colpiti dal problema dell'obesità.
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Bleu, Blanc, Rouge |
22/05/2006 |
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Il 17 maggio, a Parigi, è iniziato il processo per discriminazione razziale, che vede imputati tre dirigenti della società di lavoro interinale Districom, filiale di Adecco, e di Garnier, che fa parte di L’Oreal.
I fatti si riferiscono al 2000, quando la filiale di Adecco venne incaricata di trovare dimostratrici per i prodotti della linea Fructis Style, di Laboratoires Garnier.
Alle candidate veniva richiesto di avere tra i 18 e i 22 anni e una taglia compresa tra il 38 e il 42. In un fax inviato il 12 luglio 2000 da Districom alla propria casa madre, però, venne aggiunto a mano un altro requisito, indicato dalla sigla BBR, che significa Bleu, Blanc, Rouge, i colori della bandiera francese.
Secondo la denuncia di una dipendente dell’agenzia di lavoro interinale, raccolta dall’organizzazione SOS Racisme, che si è costituita parte civile, la sigla “BBR” stava ad indicare che le candidate dovevano essere di razza bianca, mentre la responsabile della filiale di Adecco controbatte che significava semplicemente che le candidate dovevano parlare bene il francese.
La dipendente di Districom, Christine Cassan, afferma che il requisito “BBR” non era mai stato utilizzato dalla filiale di Adecco e quindi doveva essere una richiesta di Garnier e L’Oreal. La donna fu licenziata sei mesi dopo, per grave mancanza e per non aver rispettato le consegne. La donna, infatti, aveva continuato a mettere nomi arabi e africani nell’elenco delle dimostratrici, finché un suo superiore esclamò: Ne abbiamo abbastanza di Christine e dei suoi arabi!.
Secondo la donna, un responsabile di Garnier rifiutò la lista delle candidate da lei selezionate, perché erano di colore, ricordandole che Garnier era un importante cliente e che le sue istruzioni non dovevano essere contraddette in nessun caso.
L’Oreal respinge l’accusa, sostenendo di essere una compagnia multietnica, e Garnier afferma di aver sempre considerato la diversità un fatto molto importante e di non aver mai dato indicazioni, al pari di L’Oreal, sull’origine razziale delle candidate, cosa che giudica anche controproducente, essendo Fructis un marchio multietnico.
Adecco afferma che se i fatti denunciati saranno giudicati veri, ciò sarà dovuto ad un comportamento individuale, che il gruppo deplora e che non potrà in alcun caso giustificare.
Districom, che all’epoca dei fatti era una filiale di Adecco, nel 2002 è stata fusa con altre società del gruppo.
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Risorse, Etica e Architettura |
19/05/2006 |
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Venerdì 26 e sabato 27 maggio all'Auditorium della Banca Toscana
Risorse, Etica e Architettura è il risultato di un lungo percorso culturale intrapreso negli anni dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, in ambito toscano e nazionale.
Centro del dibattito sarà un’importante riflessione sull’architettura e sulle sue espressioni, partendo dalle sue radici, dal suo modo di rendersi storicamente organica e coerente con le condizioni ambientali, geografiche, economiche, etiche e sociali che la determinano, per capire come questi contenuti possano rinnovarsi rispetto all’attualità. Al termine dell’evento verrà prodotta una Carta di Intenti sulla Sostenibilità che ne sintetizzi e rappresenti gli esiti.
Il convegno si articolerà in una serie di docenze tenute da esperti di diverse discipline di chiara fama internazionale e in workshop che sottolineano l’importanza delle buone pratiche già attuate in questo campo. A completamento, saranno allestiti spazi espositivi e mostre per dare evidenza a quanto si sta realizzando concretamente nell’ambito di proposte progettuali e di produzioni di materiali per una architettura sostenibile.
Ai partecipanti viene chiesto di comunicare la loro presenza all’evento compilando un apposito modulo disponibile sul sito www.bioarchitettura.it, dove sarà possibile scaricare anche il programma aggiornato del convegno, il documento programmatico completo e la prima bozza della Carta di Intenti.
Fonte:GreenPlanet |
Boicottaggio |
17/05/2006 |
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Anita Roddink scrive una lettera a Baby Milk Action, che si appresta a manifestare contro le due compagnie.
Il 20 maggio ricorre il 25 anniversario dell’adozione, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.
, che vieta la pubblicità dell’allattamento artificiale nei Paesi in via di sviluppo, per i rischi connessi all’utilizzo di acqua contaminata, frequente in quei Paesi, l’organizzazione britannica Baby Milk Action, che coordina la rete internazionale di boicottaggio della Nestlé, manifesterà di fronte alla sede della multinazionale svizzera ma anche di fronte a Body Shop.
Body Shop è finita nel mirino dei consumatori etici, in seguito alla vendita della compagnia a L’Oreal, il cui 26,4% del capitale è detenuto da Nestlè.
Nella lettera a Baby Milk Action la Roddick ha affermato di disapprovare il comportamento di Nestlé, essendo bene informata su ciò che fa nel campo del latte artificiale, degli Ogm e in Etiopia.
Tuttavia, aggiunge anche che - i boicottaggi funzionano raramente e le persone che vengono danneggiate sono innanzi tutto quelle deboli e delicate.
Versione molto diversa invece da quanto scritto sul sito di Body Shop dalla stessa Roddick: Sia che firmiamo una petizione o usiamo il nostro potere per boicottare una compagnia, o premiamo sui governi, tutti noi abbiamo il potere di provocare dei cambiamenti.
Molto probabilmente la Roddick sta semplicemente manifestando i primi sintomi da avvelenamento provocati dall'incontro con i lattai svizzeri della Nestlè .
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Nemiche dell'ambiente |
17/05/2006 |
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E.I. Du Pont de Nemours & Co., US Steel, ConocoPhillips, General Electrics e Eastman Kodak. Sono i nomi delle cinque aziende più inquinanti emersi dal Political Economy Research Institute (PERI) dell’Università del Massachusetts, i cui ricercatori hanno redatto come ogni anno l’indice Toxic 100.
L’indice contiene la lista delle imprese più inquinanti per l’aria, a partire dalla aziende presenti negli indici Fortune 500, Forbes 500 e Standard & Poor's 500 e non tiene conto solo della quantità delle emissioni, ma anche della relativa tossicità delle sostanze rilasciate per la popolazione.
I particolari delle singole aziende su: http://www.umass.edu/peri/programs/development/toxic100search.htm. |
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