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News
Formazione |
29/03/2006 |
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Con il patrocinio di Presidenza del Consiglio, Ministero per le Pari Opportunità, Ministero dell'Innovazione,Rappresentanza della Commissione Cee a Milano, Università degli Studi di Pavia, Comune di Pavia
Lavoro, denaro ed etica:
la Responsabilità Sociale e Ambientale al femminile
Percorso formativo di 24 ore dedicato alle donne promosso da Sportello Donna, incubatore di impresa al femminile e full member della rete europea EBN, Un-Guru, società di consulenza per lo sviluppo sostenibile e la responsabilità sociale e ambientale di impresa
A chi si rivolge: in particolare a donne manager, imprenditrici, consulenti, laureande, neo-laureande e donne in cerca di occupazione con diploma di scuola media superiore,operatori-ici del terzo settore.
Durata: 24 ore,inizio 4 maggio 2006 ore 14,30
Il costo dell'intero percorso formativo ,comprensivo dei materiali didattici,è di euro 250.
Agenda del corso e temi trattati
La creazione di impresa
Si tratta dell'introduzione all'attività di impresa e a una trattazione dei più innovativi approcci alla gestione aziendale, affiancata da un'esaustiva analisi degli strumenti a supporto dell'attività delle imprese stessi.
I temi trattati:
Impresa e imprenditorialità: trasformare un'idea in un'impresa di successo.
Visione, missione e valori dell'impresa
Fattibilità, ricettività e business plan
Gestire l'impresa
Gli strumenti per lo sviluppo d'impresa
Introduzione alla responsabilità sociale di Impresa,
La giornata è dedicata all'introduzione ai temi della Responsabilità Sociale e Ambientale, al loro inserimento nelle linee di sviluppo strategico della società. Seguirà una panoramica sugli strumenti, i vantaggi, lo studio di casi di successo.
I temi trattati:
Cos'è la Responsabilità Sociale e Ambientale di Impresa
Come si integra nella realtà dell'impresa
Dati di mercato
Responsabilità Sociale e Ambientale: un po' di storia
Marketing, sviluppo strategico e Responsabilità Sociale e Ambientale
Responsabilità sociale e ambientale: gli strumenti
I vantaggi per l'impresa
Storie di Successo
Come adeguarsi
Discussione interattiva
Donne e lavoro, denaro ed etica,
Si affronta il tema della Responsabilità Sociale di Impresa al femminile. La giornata prevede una prima parte relativa al ruolo della donna– nelle imprese di oggi e vuole coinvolgere attivamente le partecipanti, confrontando l'esperienza dei relatori con le difficoltà vissute o previste da chi frequenta il corso. Successivamente si passa all'analisi del tema donne e responsabilità sociale di impresa con l'analisi di testimonianze di donne manager di imprese socialmente responsabili e di donne la cui attività è quella di realizzare progetti di responsabilità sociale e ambientale di impresa.
I temi trattati:
Il ruolo della donna oggi nell'Economia
Il rapporto tra denaro ed etica
La Responsabilità Sociale e Ambientale e l'ottica di genere
La leadership al femminile
Finanza etica
Storie di successo
Esercitazioni pratiche
Analisi di casi concreti e testimonianze di donne a capo di aziende e responsabili
Discussione interattiva
Per l'iscrizione al corso inviare curriculum con lettera di motivazione entro il 30 aprile 2006 a:
Sportello Donna via email: spdonna@sportellodonna.org
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Semi di cittadinanza, il corso |
29/03/2006 |
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Nel campo dell' economia alternativa c' e' ancora molto da imparare. E' quanto pensano il Comune di Etroubles, Amnesty international del Piemonte e della Valle d' Aosta, il Consorzio 'Ctm altromercato' e la cooperativa 'Lo Pan ner' che hanno aderito al progetto ''Semi di cittadinanza'', finanziato nell' ambito del 'Bando Montagna' del Fondo sociale europeo e gestito dal Projet Formation.
L' iniziativa si articola in tre i corsi di formazione, dedicati ai temi del consumo critico, delle produzioni biologiche ed eque, delle produzioni locali, delle forme di partecipazione democratica, dell' ascolto e della relazione negli ambiti di vita sociale. ''Il progetto - spiega la coordinatrice Adelaide Sonatore - si propone di sollecitare i cittadini a compiere scelte orientate a un modello di societa' ed economia piu' attento alla dignita' delle persone e all'ambiente''.
Il primo corso di 25 ore avra' inizio a fine aprile e sara' intitolato ''Identita' plurime e diritti umani'': ''vogliamo proporre ai partecipanti - aggiunge Sonatore - un momento di riflessione e di confronto sui concetti di identita', di cultura, di territorio e di relazione interculturale''. Al consumo critico e all' economia alternativa e al commercio equo e solidale e' dedicato il secondo corso di formazione, mentre il terzo vertera' sulla comunicazione interculturale. ''Le tre proposte - precisa la coordinatrice Adelaide Sonatore - sono gratuite e rivolte a tutta la popolazione valdostana e si svolgeranno durante i fine settimane per agevolare la partecipazione degli interessati''
Fonte: Vita, non profit on line |
Economia solidale |
29/03/2006 |
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MONZA — L'economia solidale cresce in Brianza facendo il pane dal frumento biologico e fornendo telefonia su banda larga Adsl.
Per intenzione dell'associazione Mondolfiera e del nodo Lilliput, per Monza e dintorni Sergio Venezia (responsabile politiche sociali Cisl Brianza) ha ricevuto il mandato di promuovere la nascita di un distretto economico solidale in Brianza.
«Si tratta - spiega Venezia - di un insieme di soggetti e cooperative sociali, botteghe del commercio equo; gruppi di acquisto stolidale, produttori locali biologici, ma anche Comuni che costituiscano una rete economica tra loro».
Sono in fase di avvio i primi progetti concreti per mettere in pratica l'economia solidale.
Gli addetti ai lavori parlano di chiusura della filiera del pane, per indicare la produzione in zona del pane con frumento biologico e la vendita ai Gas del territorio.
Per questo il coordinamento de «La Retina» ha individuato dei terreni nel parco della Cavallera (tra Monza, Villasanta, Vimercate, Arcore e Concorezzo) che possono essere aquistati e dati in affitto a una cooperativa sociale che coltiva frumento biologico e costruisce il forno per produrre il pane biologico per i Gas.
Si lavorerebbe dal chicco di grano alla michetta biologica nel giro di pochi chilometri.
L'altra ipotesi si avvale di una cooperativa sociale di Padova, (Livecom) in cui lavorano anche disabili, che eroga servizi di telefonia in banda larga, cioè sfruttando invece delle normali reti telefoniche la linea Adsl, per avere prezzi migliori al consumo.
Ci sarebbero per ora circa 270 famiglie, in relazione con i produttori del territorio, per garantire scopo sociale e risparmio. Per chi ne volesse sapere di più Sergio Venezia risponde all'indirizzo e - mail: laretina@brianzaest.it
L'idea è di sviluppare un'economia locale fondata sul mondo della solidarietà si fonda sulla parziale condivisione degli utili, per esempio tra i Gas e i produttori, o tra la bottega del commercio equo e i consumatori.
Per avviare il progetto, in questi due anni, come racconta Venezia, si è cercato di aumentare e potenziare i gruppi Gas.
Attualmente in Brianza sono presenti i gas a Brugherio, Arcore (Gas Vitale); «...e la formica» (Desio), Gas Monza San Biagio, Agorà (Muggiò), Pane e Rose (Vimercate e Concorezzo), Gruppo di acquisto eco- solidale «Francesca Marotta» (Villasanta), Gruppo di acquisto popolare «Le perle ai porci» (Oreno), Gas Vedano al Lambro e il gruppo La Retina che unisce altri 15 piccoli gruppi attorno a Monza.
Infatti, secondo l'esperienza dell'America latina è importante qualificare la domanda. Il sistema economico europeo occidentale è interamente basato sulla produzione, per poi indurre la domanda creando sempre nuovi bisogni.
Al contrario l'economia solidale parte dai bisogni di una domanda qualificata e consapevole, attorno a cui poi costruisce la produzione.
«Solo in questo modo - spiega Venezia - si può ridurre lo sfruttamento e l'inquinamento dell'ambiente».
Fonte:Il giorno, 28 marzo 2006
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RSI |
29/03/2006 |
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Pavia, 29 mar. (Ign) - L’azienda speciale della Camera di commercio di Pavia, Paviaform, apre uno sportello informativo per diffondere la responsabilità sociale tra le Pmi. Lo sportello è aperto tutti i martedì e giovedì dalle 8,30 alle 12,30 e riceve su appuntamento. L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto 'Equal Fabrica' che ha come obiettivi quelli di creare le condizioni per un ampliamento del Collocamento Mirato dei soggetti esposti a Disagio; di ampliare l'offerta di lavoro per soggetti svantaggiati attraverso il potenziamento della cooperazione sociale e di sensibilizzare e diffondere la cultura della Responsabilità sociale di impresa tra le aziende del territorio provinciale.
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Lavorare nel non profit |
28/03/2006 |
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In Europa, il fatturato del Commercio Equo è di circa 660 milioni di euro ed è cresciuto del 154% negli ultimi cinque anni. Le organizzazioni importatrici di prodotti dal Sud del mondo sono più che raddoppiate rispetto a cinque anni fa e sono, oggi, 200. In notevole aumento è la diffusione di prodotti con marchi etici commercializzati nella grande distribuzione e forte è lo sviluppo delle reti internazionali tra le organizzazioni che si occupano di fair trade. Sono questi i dati principali del Rapporto “Fair Trade in Europe 2005 ” che periodicamente fotografa l’evoluzione del Commercio Equo e Solidale nei 25 paesi europei.
I risultati del Rapporto saranno presentati alla stampa, agli operatori e a tutti gli interessati, presso l’ Università di Urbino dal Master “Lavorare nel non profit” con la partecipazione di:
Elena Viganò, Università di Urbino
Paolo Chiavaroli, Mondo Solidale
Giorgio Dal Fiume, CTM Altromercato
Michele Stella, AGICES
Sviluppato grazie al contributo di decine di migliaia di volontari, il fair trade europeo e italiano esprime una crescente domanda di professionalità degli operatori e a questa esigenza ha voluto rispondere il Master “Lavorare nel non profit” che dedica la sua quarta edizione a “Terzo settore e Commercio equo”.
La presentazione del Rapporto accompagna il lancio della quarta edizione del Master, organizzato dalle Facoltà di Sociologia e di Economia dell’Università di Urbino: le iscrizioni sono prorogate fino all’11 aprile 2006.
Il Master è caratterizzato da una preparazione interdisciplinare sui problemi dell’economia, della sociologia, della gestione, della normativa, dei modelli di organizzazione e delle attività di comunicazione. Accanto alla consueta preparazione rivolta all'insieme delle organizzazioni non profit – dalla finanza etica al volontariato, dalla cooperazione all'associazionismo - la novità di quest'anno è un percorso formativo specifico sui temi del commercio equo e solidale, dopo il successo che hanno avuto, nell'ultimo anno, i Corsi di aggiornamento promossi dal Master e dedicati a questo settore.
Il Master prevede corsi, seminari sulle esperienze delle organizzazioni nei diversi settori e quattro mesi di stage presso un’organizzazione non profit. Le lezioni si terranno da maggio a dicembre 2006 e lo stage tra dicembre 2006 e aprile 2007.
A conferma del successo della formazione offerta dal Master, l’80% dei diplomati nella precedenti edizioni del Master ha continuato a lavorare nell’organizzazione dove ha svolto lo stage o in un’altra organizzazione non profit.
Per informazioni: Master “Lavorare nel non profit”, Via Saffi 42, 61029 Urbino (PU)
Tel. 0722-305506, fax 0722-305550
e-mail: master-nonprofit@uniurb.it - www.uniurb.it/master-nonprofit
APPROFONDIMENTI: Crescita a due cifre per il commercio equo in Europa
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Commercio equo |
28/03/2006 |
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Sorge a Rovigo un nuovo punto vendita dedicato alla linea di prodotti del benessere facenti parte del commercio equo e solidale. Si tratta dei cosmetici Natyr, che saranno presentati domani dalle 15 alle 19, nella bottega del civico 13 di piazzetta X Luglio.
L'iniziativa vede la collaborazione dell'associazione Fionda di Davide, della cooperativa sociale Porto Alegre e del consorzio Ctm Altromercato.
I prodotti Natyr sono formulati per valorizzare le proprietà naturali di ingredienti che caratterizzano le tradizioni cosmetiche dei popoli del sud del mondo: oli essenziali, estratti di fiori e frutta, miele, burro di karitè e cacao, spezie. Queste sono tutte materie prime che Ctm acquista a condizioni "fair trade" da organizzazioni di commercio equo. Tutti i prodotti Natyr sono realizzati da laboratori specializzati in cosmesi naturale, la loro qualità e sicurezza sono garantite da test dermatologici su volontari e non su animali.
Il "fair trade" prevede che siano i produttori a stabilire il prezzo del bene commercializzato, tenendo conto dei costi reali di produzione (materie prime e lavoro impiegato) e del raggiungimento di un livello di vita dignitoso. I produttori del sud del mondo sono Fundacion Chanquap (Equador), Yuri-Enga Enterprises (Ghana), Cvp Biocom (Isole Comore), Coop Juan Francisco Paz Silva (Nicaragua), African Pacific (Australia), Himalaian Bio Trade (Nepal). Natyr è dunque commercializzata, come tutti i prodotti del commercio equo e solidale, pagando il giusto prezzo, rispettando i diritti dei lavoratori e rispettando l'ambiente.
FonteIl Gazzettino, 28 marzo 2006
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Biologico |
27/03/2006 |
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Dopo qualche anno di flessione, in Italia torna a risalire il numero di aziende che aderiscono al sistema di certificazione biologica. A far da qualificata cartina di tornasole è
ICEA - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, il maggior ente di controllo italiano e tra i principali in Europa: nel 2005 ha certificato 11.555 aziende per 272mila ettari. Il numero complessivo di operatori è aumentato di 1.314 unità, con un incremento percentuale del 12,7% (nel 2003 era stato -13,3% e nel 2004 -9,5%). A livello regionale, gli incrementi annui più significativi si sono avuti in Basilicata (+63%) e Puglia (+53%, da 1394 a 2.133: in valore assoluto è la regione con più aziende nel sistema di controllo Icea); a seguire, incrementi in Abruzzo (+23%) e altre regioni.
Dunque, fra i 16 enti di certificazione operanti in Italia, I
ICEA risulta quello che controlla il maggior numero di aziende bio: circa un quarto del totale. E a proposito di controlli: sono quasi 17mila le visite ispettive effettuate (anche a sorpresa) nel 2005, con una media altissima, di 1,5 per azienda, quando per legge basterebbe una annua. Ispezioni che hanno portato a 10 cancellazioni aziendali e 168 revoche di lotti di prodotto (3.345 provvedimenti in tutto, comprese anche sospensioni cautelative, sanzioni di semplice natura amministrativa eccetera).
Per quanto riguarda le principali novità del 2005, da registrare l'ingresso nella compagine sociale di un nuovo socio di prestigio, il Csqa di Thiene, uno dei maggiori enti italiani di certificazione volontaria, attivo soprattutto in campo agro-alimentare; il rapido incremento delle certificazioni nei settori No Food, in particolare dell'architettura bio-ecologica in accordo con Anab e della bio ecocosmesi; l'avvio del Centro RespEt realizzato per il Comune di Roma, gestito da Icea come capofila, in collaborazione con Banca Popolare Etica, Avanzi e Ctm-Altromercato. Inoltre, grazie alla novità degli standard comuni italiani approvati da Ioas/Ifoam e alla rinnovata azione di Aiab nelle politiche di marchio, diventa ora possibile estendere l'attività di certificazione volontaria in agricoltura biologica a tutela delle produzioni qualificate italiane e in particolare nel settore del dettaglio specializzato.
Quanto al bilancio approvato, il totale netto dell'attivo è di 1.457.614 euro, con un incremento del 7,5% rispetto all'anno precedente; il totale del passivo, aumentato delle riserve e del capitale sociale, è invece di 1.446.843 euro, per un utile di esercizio di 10.771 euro, il migliore di tutti gli anni precedenti e destinato a Fondo riserva e utili da reinvestire in investimenti fissi o altre iniziative come da statuto. L'equilibrio finanziario è garantito dal patrimonio netto, rimasto sostanzialmente invariato: 216.221 euro.
Infine, il fatturato aggregato del Sistema di Controllo Icea è risultato di 4.936.758 euro, con un leggero incremento rispetto al 2004. Circa il 35% del fatturato deriva da operatori economici che risultano licenziatari per le produzioni biologiche <>.
ICEA riunisce associazioni storiche dell'agricoltura biologica italiana (Aiab) e greca (Diò), della bioarchitettura (Anab), della certificazione nel settore agroalimentare (Csqa), della finanza etica (Banca Popolare Etica) e dei consumatori (Acu). Con 300 tecnici e 23 Strutture Operative Territoriali presenti sul territorio nazionale e nelle sedi all'estero (Romania, Turchia, Albania, Croazia, Grecia), Icea rappresenta nel panorama degli enti di certificazione un modello originale e innovativo che opera nei settori del Food (agroalimentare e acquacoltura) e del Non Food (cosmesi e detergenti ecologici, forestazione e turismo sostenibile, tessile bio, commercio equo, finanza etica, certificazione SA8000, arredamento ecologico e materiali per la bioedilizia). L'Istituto svolge inoltre varie attività: ricerca e sviluppo in materia di innovazione ecologica dei prodotti e dei processi produttivi; formazione - rivolta a operatori, tecnici e ispettori - nel campo della certificazione dei processi produttivi e della qualità; cooperazione e collaborazione a livello internazionale tesa a favorire l'agricoltura biologica nell'area del Mediterraneo, dell'est europeo e nei paesi in via di sviluppo.
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