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News
Diritti Umani |
17/02/2006 |
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Non penso che una legge, che dicesse che non si devono fare affari in luoghi i cui standard non sono identici a quelli degli Stati Uniti, funzionerebbe. La Germania vieta la propaganda nazista, cosa che gli Usa proteggono costituzionalmente in modo chiaro. Potrei fare affari in Germania?. Questa dichiarazione, rilasciata da Bill Gates al Financial Times del 15 febbraio, riassume lo spirito con cui Microsoft, Yahoo, Google e Cisco Systems hanno affrontato, lo stesso giorno, le audizioni organizzate dalla sottocommissione per i diritti umani della Camera dei Rappresentanti statunitense, sulla censura di Internet in Cina e sul comportamento delle grandi imprese americane.
Il parallelo tra Cina e Germania è stato ripreso, in senso diverso, dal presidente del sottocomitato, il repubblicano Christopher Smith, che ha aperto la seduta ricordando la pagina nera dell’alleanza tra IBM e la Germania nazista, quando, attraverso la messa a disposizione delle tecnologie di IBM sulle schede perforate, finalizzate all’identificazione e alla catalogazione, Hitler e il Terzo Reich poterono automatizzare il genocidio degli ebrei.
I due pilastri, su cui si reggono i regimi totalitari, sono la polizia segreta e la propaganda, ha ricordato Smith, e per accaparrarsi fette di mercato e fare profitti, compagnie leader statunitensi, come Google, Yahoo, Cisco e Microsoft, hanno compromesso sia l’integrità del loro prodotto, sia la loro caratteristica di imprese socialmente responsabili.
Subito dopo, Yahoo di è difesa dall’accusa di aver fornito al governo cinese le informazioni che hanno consentito l’arresto e la condanna a dieci anni di carcere del giornalista Shi Tao, affermando che quando le furono chieste queste informazioni era tenuta ad ottemperare alla richiesta, senza sapere quale tipo d’indagine fosse in corso. Le informazioni furono fornite, ha precisato la compagnia, da Yahoo Cina e non da Yahoo Hong Kong. Se si fosse opposta alla richiesta, Yahoo e i suoi dipendenti avrebbero rischiato l’arresto e quindi, alla fine, l’alternativa per le imprese in Cina è tra il rispettare la legge cinese o andarsene.
Sia Yahoo sia Microsoft hanno chiesto un rapporto diretto tra governi dei singoli Paesi e iniziative multilaterali, per affrontare questo tipo di questioni, dal momento che, da sole, le imprese non hanno la forza per modificare la situazione.
In ogni caso, afferma la compagnia di Bill Gates, pur con tutte le restrizioni che ci sono, Internet ha Già trasformato panorama economico, culturale e politico della Cina.
Questa filosofia è alla base anche del ragionamento con cui Google ha spiegato la propria decisione di in stalle in Cina una versione autocensurata del proprio motore di ricerca. Sinora, infatti, il motore era collocato al di fuori del Paese asiatico, a differenza di altri operatori, ma veniva censurato dalle autorità di Pechino, che lo rendevano anche lento, talvolta lo hanno oscurato e altre volte gli utenti si sono trovati reindirizzati su motori di ricerca locali.
Dopo confronti con vari attori sociali cinesi, Google ha deciso di installare i propri server in Cina, accettando di autocensurarsi ma offrendo un servizio tecnologicamente di qualità. “Pensiamo di aver preso una decisione responsabile, anche se non siamo certi che, alla fine, si possa dimostrare che sia stata la migliore”.
Infine, Cisco Systems ha respinto le accuse che la riguardano, affermando che la compagnia non sviluppa filtri particolari, per consentire alle diverse autorità nazionali di bloccare l’accesso alle informazioni. Ciò che viene venduto alla Cina è uguale a ciò che viene commercializzato nel resto del mondo. Cisco ha inoltre sottolineato di non essere un service o un content provider e di non avere accesso alle informazioni sui singoli utenti di Internet.
Fonte: Rsinews
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Formazione |
16/02/2006 |
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Parte a Bologna la seconda edizione del Master in Commercio equo e solidale, certificazione etica e biologica dei sistemi agro-alimentari . Il master, destinato ad un max di 25 partecipanti, ha lo scopo di fornire strumenti analitici ed operativi per il commercio equo e solidale, la finanza etica, la certificazione etica e sociale, le produzioni biologiche e relativa certificazione.
INFO e ISCRIZIONE su www.reggio.unibo.it/masterequo2006 |
UE 2 |
16/02/2006 |
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STRASBURGO (Reuters) - L'assemblea del Parlamento europeo ha accolto il compromesso chiave per l'adozione della direttiva sui servizi, respingendo la parte più controversa della bozza originale della norma volta all'apertura del mercato Ue alla competizione internazionale.
Bocciato a larga maggioranza dai parlamentari dell'Unione il riferimento del provvedimento Bolkestein al principio del paese d'origine, che avrebbe permesso alle aziende fornitrici di servizi di operare in qualsiasi dei venticinque paesi unicamente sulla base della cornice normativa del paese d'origine.
La clausola, contenuta nella bozza iniziale proposta dalla Commissione europea, aveva sollevato i timori nei paesi dell'Europa occidentale di una possibile corsa al ribasso' di salari e standard lavorativi a causa dell'influsso dei costi inferiori della manodopera nell'Europa centrale e orientale.
La votazione di oggi si inserisce in una sessione parlamentare dedicata alla discussione di circa 500 emendamenti presentati alla versione originale della normativa studiata per stimolare crescita e occupazione nell'Unione allargata.
Reuters |
UE |
16/02/2006 |
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STRASBURGO - Al Parlamento europeo è stata approvata oggi la direttiva sulla liberalizzazione dei servizi commerciali nei 25 paesi dell'Unione europea. Il provvedimento è passato con 394 voti a favore, 213 contro e 34 astensioni. I deputati hanno stabilito con un compromesso che l'azienda che offre un determinato servizio in un paese dovrà rispettare le leggi dello stato in cui opera e non di quello di origine della ditta.
Passa dunque con sensibili modifiche il testo proposto dall'ex commissario Frits Bolkestein, da cui la direttiva prende il nome, secondo cui valeva invece il principio dell'origine. Il testo verrà ora sottoposto all'esame del Consiglio europeo per poi tornare al vaglio dell'assemblea di Strasburgo. In caso di mancato accordo tra le due istituzioni europee si procederà alla conciliazione.
Grande soddisfazione è stata espressa dai gruppi contrari all'approvazione della direttiva nella sua forma originale. "Abbiamo completamente ribaltato la direttiva Bolkestein - ha detto nella sua relazione finale, poco prima del voto, la socialdemocratica tedesca Evelyne Gebhardt - e l'abbiamo fatto in un'ottica sociale in favore dei paesi membri".
Fonte: Repubblica.it |
Energia verde |
15/02/2006 |
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Comincia il 16 febbraio 2006 la vendita congiunta di energia elettrica 100% verde a i privati. Ad annunciarlo l'associazione ambientalista Legambiente e La 220 Spa, che hanno siglato una convenzione per vendere energia elettrica totalmente ecologica, a un costo inferiore alle normali tariffe per l'elettricità. Dopo aver dato accesso a questo tipo di offerta ai possessori di partita IVA dunque, il mercato apre anche agli utenti domestici, che potranno prenotarsi in vista della liberalizzazione che avverrà nel 2007. L'energia elettrica " la220 verde" è generata al 100% da fonti rinnovabili certificate: è veramente ecologica, prodotta con acqua, sole o vento, quindi non generata con le cosidette "assimilabili alle rinnovabili".
Tutte le informazioni su: www.la220.it/.
Fonte: Legambiente e www.la220.it/
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Anniversario Kyoto |
15/02/2006 |
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Dopo il successo dell'anno scorso, anche quest'anno il 16 febbraio 2006 Caterpillar rilancerà il proprio impegno per la salvaguardia del pianeta terra organizzando: " M'illumino di meno ", la seconda Giornata Nazionale del Risparmio Energetico . Per quella data (anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto) la trasmissione di Radio Rai 2 chiede a tutti gli ascoltatori di adoperarsi affinché si riesca a risparmiare la maggiore quantità possibile di energia nel corso delle 24 ore. Come è già successo lo scorso anno, si potrà partecipare come semplici cittadini, come scuole, come comuni, province, regioni, aziende, negozi, uffici, squadre di pallavolo, radio, industrie, tv, condomini, edicole, monumenti, opifici, musei, cinema e altro.
Su www.caterueb.rai.it tutte le informazioni aggiornate relative alla Giornata e i volantini tematici.
Fonte : Caterpillar |
Qualità e sicurezza alimentare |
14/02/2006 |
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Si sono svolte in Italia e in altri paesi del Mediterraneo le Giornate Studio itineranti organizzate nel 2005 dall' Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC) di Senigallia (AN).
Un fitto calendario di trenta seminari aperti al pubblico che hanno affrontato le più attuali tematiche della qualità e della sicurezza alimentare. Attraverso le Giornate Studio si è inteso sottolineare la valenza dei sistemi di certificazione, che oltre ad essere strumento di garanzia, costituiscono innanzitutto uno strumento di informazione al servizio delle imprese e dei consumatori, in un contesto di mercato sempre più globale, fortemente dinamico e caratterizzato da crescente complessità.
Le Giornate Studio, organizzate con la collaborazione dell' UNIDO ITPO (Investment and Technology Promotion Office Italy) e della Facoltà di Agraria dell' Università Politecnica delle Marche, hanno visto la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, aziende, associazioni, professionisti del settore agricolo ed agroalimentare e di consumatori.
Gli atti sono consultabili sul sito www.imcert.it;.
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