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Medici Senza Frontiere - Missione Italia: Onlus che offre soccorso sanitario e testimonia le violiazioni dei diritti umani cui assiste durante le sue missioni

Fabrizio De Andrè: ed avevamo gli occhi troppo belli
News
 WTO 06/01/2006
TradeWatch, Osservatorio sul Commercio Internazionale,ed altre organizzazioni internazionali lanciano un appello globale alla mobilitazione per chiedere il rilascio degli attivisti, arrestati durante le giornate del vertice mondiale della WTO ad Hong Kong, che in 12, da ieri, protestano sostenendo uno sciopero della fame a oltranza.

Leggi come partecipare attivamente alla mobilitazione al link: Cyber@ttiviamoci per la liberazione degli attivisti arrestati ad Hong Kong

 Focaccina-Big Mac 2 a 0 04/01/2006
Il ristorante di McDonald's di Altamura in Puglia, è stato costretto a chiudere i battenti per la concorrenza di un piccolo panettiere pugliese. Il fatto è stato ripreso e commentato in prima pagina dal quotidiano francese Liberation: McDonald’s era sbarcato ad Altamura, paese di 65mila abitanti, nel 2001. Nella stessa piazza, qualche tempo fa, ha aperto bottega il giovane panettiere Luca Digesù, che ha subito allineato i prezzi dei suoi prodotti a quelli applicati dal gigante degli hamburger, moltiplicando la composizione delle focaccine e insistendo sulla qualità e la diversità del prodotto.

Nel giro di qualche settimana la panetteria ruba così tanti clienti al gigante dei fast food da fargli moltiplicare le promozioni e le feste per bambini per riprenderseli. Il ristorante cambia pure direttore, ma non c’è niente da fare: Mc Donald's è costretta ad andarsene battuta dai prodotti di un piccolo fornaio.

Fonte: il Sole 24 Ore

 Convegno Banche Armate 03/01/2006
"Cambiare è possibile, dalle 'banche armate' alla responsabilità sociale" è il titolo del convegno organizzato da Nigrizia, Missione Oggi, Mosaico di Pace, Associazione Finanza Etica il 14 gennaio 2006 ore 09:00 a Roma per fare il punto su un tema delicato della società di oggi.
Sala Consigliare Provincia di Roma (Piazzale Venezia)

La Campagna di pressione alle “banche armate” è attiva da sei anni. Fin qui ha saputo stimolare la società civile, e in particolare il mondo cattolico, a interrogarsi sulla gestione dei propri risparmi e a chiedere conto alle proprie banche – invocando criteri di trasparenza, di eticità e di responsabilità sociale – delle operazioni di appoggio alla compravendita di armi. Inoltre dal 1990, grazie all’entrata in vigore della legge 185, che rende disponibili maggiori informazioni, le tre riviste hanno monitorato l’esportazione italiana di armi, rilevandone gli abusi.

Questo primo convegno si propone di dialogare con le banche, con il mondo produttivo e sindacale, con i mass media, con gli enti locali.

Programma

Ore 9.00 saluti e introduzione
Nicola Colasuonno, direttore di Missione Oggi
Marco Gallicani, associazione Finanza Etica
Piero Marrazzo, presidente Regione Lazio
Enrico Gasbarra, presidente Provincia di Roma
Walter Veltroni, sindaco di Roma

ore 10.00: relazione di Giorgio Beretta
La Campagna di pressione alle “banche armate” compie sei anni: un bilancio

ore 10.20: tavola rotonda
Cambiare si può: banche e persone a confronto
Modera Franco Locatelli, caporedattore del Sole 24ore
Matteo Arpe, amministratore delegato Capitalia
Corrado Passera, amministratore delegato Banca Intesa
Giuseppe Cossiga, commissione difesa della Camera
Carmine Curci, direttore di Nigrizia
Francesco Terreri, associazione Microfinanza
Giorgio Beretta, Campagna “Banche armate”

ore 15.00: relazione di Francesco Terreri (Microfinanza)
La finanziarizzazione dell’industria armiera nel contesto economico europeo

ore 15.30: tavola rotonda
L’altraeconomia tra pratiche di sperimentazione e continuità di adesione
Modera Nicoletta Dentico
Adriano Labucci, Provincia di Roma: “Valorizzare le tesorerie disarmate”
Giuseppe Gallo, Fiba Cisl: “Il ruolo della ricerca sindacale”
Marcello Bedeschi, Comitato sostegno Gmg: “Il finanziamento delle grandi iniziative”
Mario Crosta, Banca Etica: “Una banca fatta di pace”
Riccardo Troisi, Rete Disarmo: “La società civile in rete”
Sergio Gatti, Federcasse Credito Cooperativo: “Eccellenze locali”
John Scudiero, Cimi: “Missionari e uso delle banche”

ore 17.30: conclusioni
Alex Zanotelli e Eugenio Melandri

Il Convegno è organizzato con il contributo di: Comune di Roma, Provincia di Roma e si svolgerà presso la Sala Consigliare Provincia di Roma (Piazzale Venezia).
INFO:
www.disarmo.org
www.banchearmate.it
www.nigrizia.it





 Guerra del gas 03/01/2006
La guerra del gas che si è creata tra l’Ucraina e la Russia non coinvolgerà i paesi europei. La Gazprom, il colosso energetico russo, controllato dal Cremlino, ha assicurato all'Unione Europea che le forniture stanno tornando ai livelli normali. Ma nella giornata di ieri si erano sentiti i primi effetti anche in Italia. Sulla rete di distribuzione si registra infatti un sensibile calo di fornitura del gas dalla Russia, del 24%. Nessuno tuttavia sottovaluta l'impatto di quella che si delinea come una vera e propria crisi visto che secondo quanto ha dichiarato il vicepresidente di Gazprom, Aleksander Medvedev, il rientro alla normalita' nelle forniture all'Europa "non potra' durare in eterno": "Non possiamo fornire gas extra per coprire i prelievi abusivi dell'Ucraina", ha detto senza mezzi termini. Dalla Russia, l’Italia importa 24,5 miliardi di metri cubi l'anno, mentre una quantità quasi analoga (23,9 miliardi) arriva dall'Algeria e 16 ,2 miliardi di metri giungono da Paesi del Nord Europa. Mezzo miliardo di metri cubi proviene infine dalla Libia.

Immediati i commenti ambientalisti alle parole del ministro Scajola che ha rilanciato l'idea del nucleare. “Su una cosa il ministro Scajola ha ragione: l’Italia ha bisogno di diversificare le sue strategie per l’approvvigionamento di energia, ma resta perdente la scelta del nucleare”- ha commentato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. “Perdente non solo perché si ignora la scelta inequivocabile compiuta dagli italiani con i referendum del 1987, o perchè i tempi di realizzazione di una centrale nucleare sono lunghissimi (10 anni). Piuttosto quello che il governo sembra non realizzare è che i costi di produzione di energia da fonti nucleari non sono competitivi, i problemi di smaltimento delle scorie radioattive e di “decommisioning” delle centrali nucleari sono ancora irrisolti e taciuti come voce nei costi da considerare. In Italia le tesi a favore del nucleare provano a nascondere i problemi reali di una fonte che è ancora oggi costosa, insicura, pericolosa come dimostra un recente studio (2004) del MIT (An interdisciplinary Massachussettes Institute of Technology study)”. “È forse per questo che il contributo dell’atomo alla generazione elettrica mondiale, – aggiunge il presidente di Legambiente – pari al 16% (6% in termini di energia primaria), è al palo da parecchi anni ed è ormai ridotto a un tasso trascurabile rispetto a quello oggi registrato dalle energie pulite: nel 2001 la potenza nucleare è cresciuta di 1750 MW mentre quella eolica è arrivata a 6500 MW, negli ultimi cinque anni dunque, è cresciuta a un ritmo medio del 36%”.

Le riforniture del gas vengono usate dall’Italia anche per produrre energia elettrica. Ma è chiaro che se i consumi di energia continuassero ad aumentare la crisi sarebbe solo rinviata di qualche tempo.

Qualche segnale di speranza arriva dalla scelta del Comune di Roma che, su suggerimento di Legambiente ha reso obbligatoria l’installazione di pannelli solari in tutte le nuove costruzioni e negli edifici in ristrutturazione. “In pochi anni, Roma potrà diventare leader non solo in Italia nella produzione di calore e di elettricità dal sole: questo avrà effetti ambientali notevoli, riducendo le emissioni inquinanti, ma produrrà anche forti benefici tecnologici, occupazionali ed economici. Dove il solare è decollato, infatti, come in Germania o a Barcellona, sono nate nuove aziende, si sono creati migliaia di posti di lavoro, le famiglie e le imprese hanno risparmiato sulla bolletta elettrica e su quella del gas” ha commentato Roberto Della Seta di Legambiente. Nei prossimi mesi, Legambiente s’impegnerà perché l’esempio romano venga seguito dagli altri comuni italiani: “Il nostro obiettivo – ha detto ancora Della Seta – è che entro il 2006 almeno cento città adottino normative analoghe”.

Anche il Comune di Bologna ha scelto per il solare. Si parte con le nuove abitazioni popolari per i giovani, dotate di potenti impianti fotovoltaici sopra i tetti. Dal Comune verrà erogata una tariffa incentivante che consentirà di ammortizzare completamente il costo di realizzazione degli impianti stessi e di ottenerne anche un ricavo utile da reinvestire nella progettazione di una nuova edilizia popolare ecologica indirizzata ai giovani, alle giovani coppie e alla popolazione studentesca.
Un primo blocco di interventi riguarderà la costruzione di 32 impianti fotovoltaici di potenza media di circa 50 Kw ciascuno, per una superficie complessiva di circa 10.000 mq che produrrà 1,5 milioni di Kw/ora per anno di energia pulita. Il ricavo complessivo netto per il Comune, a conclusione del primo investimento, sarà di circa 4.000.000 di euro. A questi primi impianti seguiranno altri 2 progetti per la realizzazione di 60 strutture in fotovoltaico, non più necessariamente negli edifici popolari, per un ammontare complessivo di superfici utili ricoperte nel comune di Bologna di circa 30.000 mq. e un ricavo economico di altre 8.000.000 di euro da investire in edilizia ecologica. [AT]

Fonte:Legambiente

 Esempio di Azionariato attivo! 02/01/2006
CalPERS (California Public Employees’ Retirement System), il fondo pensione dei dipendenti pubblici della California e il più grande a livello mondiale, con un patrimonio gestito di 182 miliardi di dollari, ha minacciato ABB, Siemens e Alcatel, di vendere le azioni delle tre multinazionali in proprio possesso, se non interromperanno le relazioni con il governo del Sudan, accusato internazionalmente di complicità nei massacri nella regione del Darfur. CalPERS approfondirà anche le proprie indagini su Royal Dutch/Shell e Total, anche se finora non sono emersi rapporti tra le due compagnie petrolifere e il governo sudanese. Lo ha riferito il “Los Angeles Times” del 13 dicembre.
Fonte: RSINews

 Tesi on line 02/01/2006
Pubblicata su Equonomia.it una nuova tesi di laurea dal titolo: L'evoluzione della microfinanza: il ruolo delle banche commerciali di Chiara Lucci, al momento impegnata in uno stage all'ANSA.

Per leggere e scaricare il file vai al link Tesi di Laurea

 Ambiente 02/01/2006
Disastri naturali, temperature record e crescita senza controllo della Cina. La pubblicazione del primo rapporto che documenta gli effetti dell’azione antropica sull’ecosistema pianeta, l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e la rara scoperta di un mammifero terrestre nel Borneo. Questi alcuni degli eventi che hanno caratterizzato dal punto di vista ambientale il 2005.

verde internazionale si chiude con un saldo negativo, le buone notizie infatti non bilanciano le cattive. In Italia i conti dell’anno si chiudono ancora più “profondamente” in rosso per la mancata strategia politica e per l’incremento delle emissioni di gas serra. Il 2005 è stato ancora una volta un anno di numerosi disastri naturali di clamorose proporzioni i cui effetti sono stati resi ancora una volta più gravi a causa dell’intervento umano, tanto che ormai si è largamente diffusa a livello internazionale la terminologia di disastri innaturali.

Iniziato con la conta degli oltre 200 mila morti causati dallo tsunami nell’Oceano Indiano del 26 dicembre del 2004, si stima che le catastrofi dell’anno che sta per concludersi hanno provocato oltre 300 mila vittime nel mondo. I danni economici accertati a causa dei cataclismi avvenuti sono stati di circa 200 miliardi di dollari con incrementi importanti in rapporto agli ultimi anni. Fra le catastrofi con gli effetti peggiori, c’è di sicuro l’uragano Katrina, che ha quasi distrutto New Orleans, provocando 1200 morti e circa 100 miliardi di dollari di danni. Un potente uragano che ha causato gravi danni nella parte sud-est degli Stati Uniti e che verrà riconosciuto come tra i peggiori disastri naturali che abbiano sinora colpito gli Stati Uniti, sia in termini di vittime umane che per i danni economici, certo il peggiore dal 1900, anno del uragano di Galveston, che uccise tra le 8.000 e le 12.000 persone. L’intensificarsi nel 2005 degli uragani del Pacifico sono stati analizzati e studiati come tendenza degli ultimi 30 anni con indicazioni significative rispetto ad una loro connessione con l’incremento delle temperature della superficie del mare in quelle aree (vedasi le ricerche del noto climatologo ed esperto di uragani Kerry Emanuel del Massachusetts Institute of Technology – MIT). Il 2005 ha inoltre registrato anche temperature record, le più elevate da quando esistono rilevazioni scientifiche negli ultimi 100 anni, secondo le analisi dell’autorevolissimo Goddard Institute for Space Studies della NASA.

Anche l’ultima Conferenza delle Parti della Convenzione quadro sul clima tenutasi a Montreal ai primi di dicembre ha visto proseguire la pervicace opposizione degli Stati Uniti ad impegnarsi in riduzioni delle emissioni di gas serra.
Nel marzo di quest’anno la comunità scientifica internazionale ha reso noto il riassunto del più autorevole rapporto mai pubblicato sullo stato degli ecosistemi del pianeta, il Millennium Ecosystem Assessment. Gli scienziati documentano chiaramente come negli ultimi 50 anni l’intervento umano ha profondamente modificato gli ecosistemi del pianeta ed i servizi che essi rendono all’economia umana e come nei prossimi 50 anni, se non cambieranno le politiche, la situazione potrebbe deteriorasi ulteriormente creando problemi ancor più gravi alla sopravvivenza di una popolazione umana che, nel 2050, potrebbe aver superato i 9 miliardi (rispetto agli attuali 6,47). Inoltre, il grande Summit delle Nazioni Unite sugli obiettivi del Millennio - che nel settembre 2005 ha fatto il punto, cinque anni dopo la dichiarazione e gli impegni presi nel 2000 dai governi di tutto il pianeta per dimezzare la povertà ed avviare il mondo verso uno sviluppo sostenibile - ha dovuto prendere atto che pochissimo è stato fatto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Più passa il tempo più peggiorano le situazioni e più difficile diventa la loro soluzione.

Un capitolo emblematico è quello della Cina: quest’anno produzione record, consumi record delle risorse naturali come acqua, territorio e materie prime. Tutti elementi scatenanti per incidenti e danni all’ambiente, come i numerosi incidenti nelle miniere di carbone o l’ultimo allarme benzene, scattato il 13 novembre scorso nel nord est della Cina, quando esplosioni in una fabbrica chimica avevano provocato il riversamento nel fiume Shonghua di oltre 100 tonnellate della sostanza. Dal Shonghua, affluente dell'Amur, la chiazza e' arrivata fino in Siberia.

“In un quadro di emergenza ambientale a livello planetario, l’Italia mostra tutta la sua inadeguatezza e incoerenza. I pilastri della salvaguardia ambientale sono minati alla base - ha detto il Presidente del WWF Fulco Pratesi - , e il 2005 accentua decisamente una tendenza fortemente negativa per le politiche ambientali”. L’Italia continua ad aumentare le sue emissioni di gas serra (quelle di CO2 hanno raggiunto ormai +12% nel 2005 rispetto al 1990), allontanandosi dall’obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto di una riduzione del 6,5% entro il 2012. “Ciò denota – sottolinea Pratesi - un’assoluta incoerenza delle politiche energetiche, ed espone il nostro Paese al rischio di pesanti conseguenze anche economiche nei prossimi anni. Difficoltà e ritardi anche per l’applicazione delle direttive europee relative alla Rete Natura 2000, il sistema interconnesso di aree naturali che l’UE prevede a tutela della biodiversità, e che coprirebbe il 17% della superficie nazionale.

L’Italia ha poi conquistato la maglia nera delle procedure d’infrazione a livello comunitario. Quest’anno per la prima volta si è arrivati a ben 70 procedure d’infrazione, 10 delle quali per non aver dato seguito alle richieste di chiarimento della Commissione. Due le condanne per violazione delle normative sui rifiuti e una multa di 700 milioni di euro per mancata applicazione del Protocollo di Kyoto.

Fonte:WWF Italia

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