Commercio Equo
Cos'è il commercio equo
Criteri
Prodotti
Organizzazioni
Marchi
 
   Consumo Critico
Consumo: scelgo IO!
Boicottaggio
GAS - Gruppi d'Acquisto Solidale
 
   Finanza Etica
Risparmio consapevole
Fondi Etici e tradizionali
MAG Mutue AutoGestione
 
   Etica & Impresa
Etica d'impresa
Contratto sociale
Codice etico
Bilancio sociale
SA 8000
 
   Download Area
Tesi di Laurea
Papers
Documenti
Bibliografia
Miniguida al volontariato
Collabora
Archivio degli articoli
 
   Cerca nel MIT
 
   Cerca in Wikipedia
World Urban Forum 3 - Vancouver

Medici Senza Frontiere - Missione Italia: Onlus che offre soccorso sanitario e testimonia le violiazioni dei diritti umani cui assiste durante le sue missioni

Fabrizio De Andrè: ed avevamo gli occhi troppo belli
News
 Progetto Oasi 27/12/2005
L’associazione 'Figli in famiglia' è attiva a San Giovanni Teduccio, un quartiere popolare della periferia est di Napoli: qui dal 1993 rappresenta, assieme alla parrocchia e all’istituzione scolastica, una delle poche realtà aggregative del territorio e fornisce servizi di assistenza, supporto e vicinanza alle famiglie, con particolare attenzione a categorie svantaggiate, come i disabili e i minori a rischio. 'Figli in famiglia', oltre a collaborare attivamente con la Regione Campania e la Provincia di Napoli, gestisce un progetto pilota, finanziato dall’Aibi, per il supporto alla genitorialità nel caso di famiglie affidatarie di minori, che prevede ad esempio luoghi neutri di incontro tra fratelli affidati a diverse famiglie; si tratta di una struttura praticamente unica in Italia.

Banca Etica sta finanziando la realizzazione di un’iniziativa ambiziosa dell’associazione: il progetto Oasi, che prevede la realizzazione di una struttura polifunzionale dove ospitare tutte le esperienze di aggregazione e reinserimento avviate nel corso degli anni: laboratori professionali, attività culturali, sportive, di appoggio scolastico e di svago, che coinvolgono centinaia di ragazzi, molti di loro extracomunitari e affidati dal tribunale, senza contare i numerosi adulti impegnati come volontari.

Aiutaci a sostenere questo progetto!
Onlus Figli in Famiglia
sede legale: Corso San Giovanni a Teduccio 300, 80146 NAPOLI
sede operativa: c/o Parrocchia Maria Immacolata Assunta in Cielo,
via Ferrante Imparato 130
80146 NAPOLI
tel. e fax: 081-7527359
e-mail: figli.famiglia@tin.it

  • C/C bancario 106684 CAB 12100 ABI 05018
    Banca Popolare Etica- Padova

  • C/C bancario 101.68 CAB 3414 ABI 1030
    Monte Paschi di Siena- Ag.14

  •  Tsunami un anno dopo 27/12/2005
    Un anno dopo lo tsunami, i destini di milioni di persone sono cambiati. Le vittime ad oggi sono oltre 224mila e centinaia di migliaia gli sfollati che stanno cercando di ricostruirsi una vita. Una tragedia di queste proporzioni ha avuto effetti incredibili in Paesi già poveri o stremati dalla guerra. E in alcuni casi ha addirittura contribuito a mutare il corso della storia. Peacereporter, quotidiano online nato da una idea dell’agenzia giornalistica Misna (Missionary Service News Agency) e della organizzazione umanitaria Emergency, dedica un interessante reportage sulle consegueze dell'onda anomala e sul lavoro di ricostruzione.

    Leggi il dossier su Peacereporter

     Burundi 23/12/2005
    Le autorità del Burundi hanno vietato la vendita su tutto il territorio nazionale di soldatini e di armi giocattolo. Il divieto dovrebbe servire a fare dimenticare ai più piccoli le violenze che hanno insanguinato il Paese nelle guerre civili scoppiate tra il 1997 e il 2000. Per ora il divieto riguarda il periodo natalizio, ma potrebbe essere esteso. Lo riferisce l'agenzia di stampa missionaria Misna.

    Fonte: Peacereporter

     RSI 23/12/2005
    Il segretario del sindacato internazionale dei tessili contro governi e WTO

    "Dovrebbero essere i governi e non l’International Standards Organization (ISO) a regolare la responsabilità sociale delle imprese a livello nazionale, mentre l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) dovrebbe adottare misure atte ad assicurare che l’irresponsabilità sociale delle imprese non sia usata abitualmente per assicurare vantaggi competitivi illegali sui mercati globale.”

    E’ quanto ha affermato Neal Kearney, segretario generale della Federazione internazionale dei sindacati dei lavoratori tessili e delle calzature, l’International Textile Garment and Leather Workers Federation (ITGLWF), che riunisce 220 organizzazioni sindacali in 110 Paesi, rappresentanti oltre 10 milioni di lavoratori del settore, tra cui le italiane Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil.

    Secondo Karney, gli impegni volontari delle imprese nel campo ambientale e del lavoro non spossono sostituire l'iniziativa dei governi, per emanare e far rispettare efficacemente buone leggi. “Se i governi facessero correttamente il proprio lavoro, non ci sarebbe bisogno dell’attuale sollecitazione alla responsabilità sociale delle imprese.”

    Per chiarire il proprio pensiero su cosa sia diventata la CSR, Karney ha detto: “Quand’è l’ultima volta che avete sentito ringraziare un adolescente, perché ha gettato la sua lattina vuota in un cestino, anziché sulla strada o nel giardino del vicino? O un operaio essere elogiato pubblicamente, quando lascia la fabbrica senza rubare la proprietà dell’azienda? Eppure, questo accade tutti i giorni alle imprese, congratulate perché rispettano la legislazione ambientale, lodate perché pagano il salario minimo, premiate perché non mettono illegalmente a rischio la vita dei propri lavoratori.

    Ciò che oggi chiamiamo responsabilità sociale delle imprese dovrebbe essere la norma per ogni azienda, grande e piccola. Quelle che possono sopravvivere e prosperare solo grazie alla violazione della legge non dovrebbero neppure stare sul mercato. Non solo mettono in pericolo e danneggiano la propria forza lavoro, ma trascinano in basso i loro concorrenti, a livello locale, nazionale e globale”.

    Purtroppo, oggi, secondo l’ITGLWF, “il WTO è nemico dei lavoratori, perché promuove gli scambi e il commercio a scapito dei diritti umani. Agli occhi del WTO, la schiavitù, l’utilizzo del lavoro minorile e le pratiche di lavoro più abusive sono metodi accettabili per realizzare un vantaggio competitivo”.

    Da questo punto di vista, per la confederazione sindacale è vergognoso che mentre la Cina, con tutte le sue deficienze nel campo dei diritti umani ma con l’appoggio del WTO, prospera, il povero Lesotho, che fa del suo meglio per difendere i diritti dei lavoratori, vede le sue industrie tessili e dell’abbigliamento minacciate di estinzione.

     Concorrenza 23/12/2005
    Se Microsoft non si metterà in regola entro cinque settimane dovrà pagare all’Europa 2 milioni di euro al giorno.
    E’ l’ultimo avviso lanciato all'azienda di Bill Gates dalla Commissione europea, che si appresta a multare il colosso informatico per violazione delle regole europee sulla concorrenza. E' infatti scaduto il termine del 15 dicembre per fornire informazioni sul sistema operativo che permettano, "in tempi ragionevoli", alle società concorrenti di lavorare con Windows. All'ultimatum della Commissione, il gigante Usa del software ha risposto annunciando che farà ricorso in appello contro le "ingiustificate" sanzioni minacciate dall'Unione Europea.

    Fonte: Repubblica

     Intese Illegali 23/12/2005
    La Commissione europea ha comminato una multa complessiva di 75,86 milioni di euro a tre compagnie, responsabili di aver messo in atto un'intesa illegale sul mercato dei prodotti chimici per il trattamento della gomma, in particolare nel settore dei pneumatici, al fine di scambiarsi informazioni sui prezzi e aumentarli, sul mercato europeo e mondiale. Nel 2001 il valore del mercato europeo era pari a 200 milioni di euro e quello mondiale a 1,5 miliardi di euro. Le tre imprese multate sono Bayer (58,88 milioni di euro), Crompton, che ora si chiama Chemtura (13,60 milioni) e General Quimica (3,38 milioni). L'intesa illegale è durata dal 1996 al 2001.

    Fonte: RSI News

     Boicottaggio Coca Cola 20/12/2005
    “Nonostante le proteste siano una costante in questi giorni, queste continuano ad essere quasi ignorate dai media ufficiali, che, nei rari casi in cui ne parlano, tendono a ridimensionare la contestazione o a travisare il messaggio”. A sostenere la tesi è la Rete di boicottaggio Coca Cola, che in questi giorni sta intensificando le iniziative in tutto il paese (che proseguiranno fino al 10 febbraio) contro Coca Cola sponsor delle Olimpiadi invernali Torino 2006. “A Genova – prosegue la Rete - i 150 manifestanti sono diventati 10 secondo La Repubblica. A Firenze lo striscione "Boicotta Coca-Cola" è diventato "Boicotta i Giochi" grazie all'agenzia stampa ANSA. La diffusione delle proteste è tuttavia la conferma che il messaggio sta passando ugualmente tra la gente con il passaparola e la comunicazione dal basso". "Sono quasi 19.000 - conclude la Reboc - le persone che si stanno impegnando attivamente nel boicottaggio e le proteste contro Coca-Cola sponsor della fiaccola continueranno anche nelle prossime tappe, a meno che il Comitato Olimpico non cancelli Coca-Cola dagli sponsor o Coca-Cola non faccia passi concreti per diventare degna di rappresentare i valori che la fiaccola vorrebbe proporre".
    Fonte:Rete Italiana Boicottaggio Coca Cola

     1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27   28   29   30   31   32   33   34   35   36   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46   47   48   49   50   51   52   53   54   55   56   57   58   59   60   61   62   63   64   65   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75   76   77   78   79   80   81   82   83 
       Cerca nel sito



       Cerca in Google
    Google
       Ultime dal forum

    · Mutua del Lavoro e Della Famiglia
    24/07/2010 13.05.23

    · Fa' la cosa giusta!2010
    22/02/2010 16.21.19

    · Sito equo-ecologico
    12/12/2008 14.47.22

    · guida a OsCommerce
    21/06/2008 6.20.55

    · Viaggi Solidali estate 2008
    12/05/2008 15.01.47

    Equonomia.it
    Ideato e Realizzato dalla Redazione di Equonomia.it
    Disclaimer
    Powered by AM