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News
09:39 |
13/12/2005 |
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No alla grazia del governatore Schwarzenegger. E, nella notte, è arrivato anche quello della Corte Suprema degli Stati Uniti. Stanley, Tookie Williams è stato messo a morte poco dopo mezzanotte (le 9 in Italia) con un'iniezione letale nel carcere californiano di San Quentin. Williams, ex leader della gang dei Crips, è stato condannato a morte nel 1981 per l'uccisione di quattro persone due anni prima a Los Angeles.
Ci sono voluti 22 minuti, dopo l'iniezione letale, prima che Stanley Tookie Williams morisse . Lo hanno riferito i testimoni, durante una conferenza stampa tenuta nel carcere di San Quentin (in California).
E' finita, ma al contempo non lo è, è stato il laconico commento del reverendo di colore Jesse Jackson, che ieri aveva potuto incontrare Williams per 25 minuti e insieme al quale aveva pregato per qualche istante. Il noto attivista per i diritti umani, in passato più volte in lizza per la nomination democratica alla Casa Bianca, aveva riferito di aver trovato l'interlocutore colmo di pace interiore; e anche fonti carcerarie avevano confermato che continuava ad apparire molto calmo, quasi sereno più che rassegnato.
Fonte: Repubblica.it |
WTO |
13/12/2005 |
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Si sono ufficialmente aperti a Hong Kong i lavori della nuova riunione a livello ministeriale della Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Ai colloqui, che proseguiranno fino a domenica, partecipano i rappresentanti dei 149 Stati membri dell'agenzia; al centro del confronto il rilancio del cosiddetto Doha Round per la riduzione delle tariffe e delle altre restrizioni esistenti al commercio globale. |
WTO |
13/12/2005 |
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Oltre duecento Contadini della lega contadina coreana (KPL), un'organizzazione che fa parte del coordinamento di Via Campesina, hanno nuotato nelle fredde acqua di Hong Kong per raggiungere il Convention Centre dove si stanno svolgendo i lavori della Wto e decidendo il loro futuro. Un'azione condotta al termine di una marcia pacifica di migliaia di contadini e di loro sostenitori bloccata dalle barricate costruite introno alla sede della Ministeriale. La KPL e La via Campesina hanno chiesto l'immediata interruzione dei negoziati della Wto. "Abbiamo deciso di compiere questa disperata azione affinché le nostre parole siano ascoltate dai negoziatori. Non vogliamo il libero commercio, non ne abbiamo bisogno, ha dichiarato Park Ha-Soon, segretario generale della KPL. Le politiche di libero commercio della Wto sostengono esclusivamente l'agribusinness ed uccidono i piccoli produttori. La Wto obbliga i contadini di tutto il mondo a competere a livello globale, causando la caduta dei prezzi e l'aumento della povertà. Ci stiamo indebitando e stiamo perdendo la nostra terra e il nostro benessere, ha affermato un contadino coreano.
Fonte: Tradewatch |
Tre compagnie abbandonano il turismo in Myanmar |
12/12/2005 |
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Tre nuove compagnie hanno deciso di abbandonare la promozione turistica del Myanmar (ex-Birmania), il Paese asiatico oppresso da decenni di feroce dittatura militare.
Si tratta di Austrian Airlines, della britannica Eastravel e della statunitense Frommer’s Guides, che seguono analoghe decisioni già assunte, nel 2004, da Carnival Corporation/P&O, Magic of the Orient and Explorers Tours e Oddessy Guidebooks.
La notizia è stata data dalla Burma Campaign UK, che si batte per i diritti umani e la democrazia in Myanmar.
La Lauda Air, appartenente all’Austrian Airlines, era rimasta l’unica compagnia aerea europea ad avere voli diretti su Myanmar e, per questo, era stata oggetto di proteste e boicottaggi.
La compagnia aerea austriaca ha confermato all’organizzazione umanitaria britannica che i voli, interrotti all’inizio di quest’anno, non saranno ripristinati.
Analoga decisione è stata annunciata dalla compagnia aerea britannica Eastravel, che, però, ha ancora Myanmar tra le proprie offerte, mentre l’editrice americana di guide turistiche, Frommer’s Guide, ha eliminato il Myanmar dai propri itinerari asiatici.
“ E’ una buona cosa vedere compagnie che rispondono alle pressioni dell’opinione pubblica, affinché non venga promosso il turismo in Birmania”, ha commentato la Burma Campaign UK. “ Le aziende non vogliono operare in quel Paese e i clienti non desiderano visitarlo, perché non vogliono mettere i propri soldi nelle tasche dei generali birmani”.
Il movimento per la democrazia nell’ex-Birmania ha promosso il boicottaggio del turismo nel Paese asiatico, a causa delle drammatiche violazioni dei diritti umani operate dalla Giunta militare, che caratterizzano, come in nessun altro Paese al mondo, anche il settore turistico, le cui infrastrutture si sono sviluppate grazie al ricorso a forme di schiavitù e al lavoro minorile.
Il regime di Myanmar afferma di ricavare dal turismo circa 100 milioni di dollari l’anno, circa la metà dei quali finiscono in spese militari.
Domani, la Burma Campaign UK pubblicherà la versione aggiornata della sua “ Dirty List” delle aziende che fanno affari con Myanmar. Le compagnie operanti nel settore dei viaggi dovrebbero essere una ventina.
Contemporaneamente all’annuncio riguardante le tre compagnie aeree e turistiche, l’organizzazione umanitaria britannica ha annunciato l’abbandono di Myanmar anche da parte dell’azienda inglese di abbigliamento nautico Gill Clothing.
Fonte: RSInews
Approfondimenti:
Burma Campaign
Birmania: storia di oppressione e boicottaggio
La lista delle imprese che fanno affari con Myanmar
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Vertice WTO |
12/12/2005 |
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Diverse decine di migliaia di attivisti hanno raggiunto il luogo altermondialista al vertice della WTO, che si svolge ad Hong Kong dal 13 al 18 dicembre. Un hamburger farcito di membra umane, come simbolo del lavoro migrante e precario, tritato nell'ingranaggio delle delocalizzazioni promosse dalle imprese multinazionali. Un "Wtosauro" da Carnevale di Viareggio, con la faccia di un drago cinese, che con i suoi tentacoli ghermiva una decina di attivisti. E poi ballerine cinesi, contadini giapponesi vestiti da samurai, il teatro delle ombre thai e centinaia di pescatori in marcia al grido di Wto, giù le mani dalla mia terra. Tutto per una manifestazione pacifica ma con un messaggio chiaro: i negoziati della Wto a questo punto non possono che danneggiare la maggior parte delle economie nazionali e dei sistemi sociali del globo e vanno fermati.
Fonte: Tradewatch
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In Libreria |
12/12/2005 |
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Un'altra idea per un Natale all'insegna del commercio equo. Nella collana Utopie, la Bruno Mondadori pubblica un libro di Frans van der Hoff, «Faremo migliore il mondo. Idea e storia del commercio equo e solidale», con la prefazione di Stefano Zamagni (pagine 110, euro 10,00). Scrive Zamagni: Van der Hoff non è un economista di professione: «È un teologo cattolico che, affascinato dall'idea di rendere "migliore il mondo" accetta la sfida oggi forse più radicale: come "piegare" le regole di funzionamento del mercato per porlo al servizio degli ultimi, di coloro cioè che, senza giustificato motivo, vi sono sistematicamente esclusi»: in questo libro, che è un racconto, Van der Hoff ci mostra come è nato il commercio equo e solidale.
Fonte: TransFair Italia
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Microcredito |
08/12/2005 |
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Pubblichiamo la dichiarazione finale della Conferenza euro-mediterranea che si è conclusa a Roma il 6 dicembre 2005.
VERSO GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO: IL RUOLO STRATEGICO DEL MICROCREDITO “TO MAKE POVERTY HISTORY ”
La presenza di più di un miliardo di individui che vivono al di sotto della soglia di povertà è un intollerabile scandalo per la nostra generazione. Nonostante gli straordinari risultati raggiunti in molte discipline scientifiche che hanno generato un’ondata di innovazioni tecnologiche senza precedenti, nonostante il progresso nella nostra consapevolezza su come gestire sistemi economici estremamente complessi, la povertà e l’ingiustizia non sono ancora state sradicate.
La lotta alla povertà, la promozione per la giustizia sociale e la riduzione dell’ineguaglianza Nord-Sud è in cima all’agenda delle Nazioni Unite e delle istituzioni internazionali. Con la definizione degli Obiettivi del Millennio le Nazioni Unite hanno posto, tra gli altri, l’ambizioso fine di dimezzare la povertà entro il 2015, anche se al momento solo pochi paesi stanno facendo qualcosa di concreto per realizzare questo obiettivo.
Le delegazioni di 50 paesi di tutto il mondo che hanno partecipato a questa Conferenza Euro-Mediterranea ritengono che ai fini del raggiungimento di questo obiettivo, la microfinanza abbia dimostrato di essere uno degli strumenti più efficaci. La ragione di questo successo è che la microfinanza permette l’accesso al credito e le agevolazioni finanziarie a coloro, fra i più poveri, che non possiedono le garanzie necessarie, promuovendo in tal modo la giustizia sociale, le pari opportunità, lo sviluppo economico.
La diffusione e l’utilizzo della microfinanza nel mondo è assai significativa e in forte crescita. Un recente rapporto della Banca Mondiale stima che in Asia il 30% dei poveri ha ora accesso al credito grazie alle istituzioni di microfinanza e che, complessivamente, più di 2.500 programmi di microfinanza nel mondo raggiungono più di 67 milioni di mutuatari (41 milioni al disotto della soglia di povertà assoluta) secondo i dati a fine 2004.
LA STRADA MAESTRA E LE NUOVE PROPOSTE
Le istituzioni di microfinanza sono al momento impegnate in un processo di riflessione e di implementazione degli approcci adottati alla luce dell’esperienza passata. Un problema cruciale in questo processo di apprendimento è rappresentato dalla mancanza di informazione sistematica e di banche dati strutturate, che sono il fondamentale supporto per le analisi d’impatto.
L’emergere di un enorme potenziale per la microfinanza oggi deriva dall’opportunità di un legame diretto tra la disponibilità degli investitori individuali a pagare per l’inclusione e le istituzioni di microfinanza. Fino ad oggi la più importante fonte di finanziamento del microcredito è stata di provenienza istituzionale o bancaria. Recenti indagini dimostrano che l’integrazione del mercato globale e la crescente consapevolezza delle ineguaglianze e interdipendenze mondiali ha aumentato in modo significativo il numero degli individui con preferenze sociali e disponibilità a pagare per l’inclusione dei più poveri.
Studi realizzati in diversi paesi identificano in una quota del 30-40% degli intervistati coloro che sono disposti a pagare per questa causa. Uno dei motivi di questa crescita significativa risiede nel fatto che il degrado ambientale e la povertà in alcune regioni del mondo stanno emergendo chiaramente come problemi regionali con conseguenze mondiali.
Ne deriva che la responsabilità sociale sta crescendo gradualmente, non solo come risposta altruistica, ma anche come autointeresse lungimirante. Ciò diventa evidente quando si inizia a comprendere che:
1) il degrado ambientale ha delle conseguenze negative sulla salute individuale e sulla probabilità dei disastri ambientali;
2) la povertà e il degrado delle condizioni di lavoro nei paesi in via di sviluppo costituiscono una minaccia, sia in termini di sicurezza che di competitività per i paesi più sviluppati.
A tale proposito, il nuovo ruolo dei governi e delle istituzioni finanziarie può essere quello di incrementare l’informazione sulle reali opportunità disponibili per i diretti interessati per incanalare in maniera efficiente le risorse in tale direzione, al fine di promuovere la dignità umana, l’inclusione dei poveri e lo sviluppo sostenibile.
Alla luce di queste considerazione e delle iniziative che possono attuare e aumentare il ruolo e l’efficacia delle operazioni di microfinanza, proponiamo di lavorare nelle seguenti direzioni:
- Creazione del 2005 Group formato da 50 delegazioni nazionali che hanno partecipato alla Conferenza Euro Mediterranea con la missione di contribuire al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio attraverso la microfinanza.
- Realizzazione di campagne d’informazione sulla microfinanza da parte dei governi e delle istituzioni internazionali al fine di promuovere la partecipazione dei risparmiatori individuali (socialmente interessati) ai programmi di microfinanza, offrendo loro la possibilità di destinare una parte dei propri risparmi ai progetti di microfinanza.
- Creazione di un Euromediterranean Microfinance Research Institute cofinanziato da banche private, governi, istituzioni finanziarie e singoli individui per realizzare database disponibili ed analisi d’impatto su progetti di microfinanza.
- Istituzione di un Microcredit start-up and risk insurance guarantee Fund cofinanziato da banche private, governi, istituzioni finanziarie e singoli individui.
Per perseguire e raggiungere i suddetti obiettivi al 2005 Group verrà chiesto di impegnarsi per favorire l’introduzione di tutti quei cambiamenti necessari nelle legislazioni nazionali per rendere fattibile la loro realizzazione, nella convinzione che, con uno sforzo coordinato delle istituzioni, delle imprese e della società civile di tutti i paesi che partecipano a questa Conferenza, le iniziative proposte daranno il contributo della microfinanza “to make poverty history ” e contribuire in modo significativo ad uno sviluppo economico sostenibile.
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