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 Roma capitale dell'imprenditoria migrante 18/11/2005
Dal centro di cultura africana alla sala da tè indiana, dalle pompe funebri islamiche al take away romeno
Roma capitale dell'imprenditoria migrante: un milione di euro per 30 nuove imprese

22 novembre: Convegno MIGRANTI, CREDITO, SVILUPPO LOCALE. Presso il Campidoglio, sala della Protomoteca

Un milione di euro. E' quanto ha investito nell'ultimo anno l'ufficio Autopromozione Sociale del Comune di Roma, con contributi a fondo perduto o con finanziamenti a tasso agevolato, per sostenere 30 nuove imprese promosse dai cittadini immigrati.
Per arginare il disagio e promuovere l'inclusione sociale non servono le dichiarazioni di principio né le misure di emergenza. Il Comune di Roma ha deciso di sostenere l'autoimprenditorialità dei migranti presenti in città con un'iniziativa concreta, ha affermato Paolo Carrazza, Assessore al lavoro e alle periferie del Comune di Roma.

Di questa esperienza virtuosa e innovativa nel panorama economico italiano saranno discussi i vantaggi e le prospettive martedì 22 novembre durante il convegno MIGRANTI, CREDITO e SVILUPPO LOCALE, Nuove relazioni economiche per la qualità sociale", promosso dal Comune di Roma, in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Roma. L'appuntamento è dalle 9.00 alle 18.00 in Campidoglio, a Roma, presso la sala della Protomoteca.

Offrire credito ai migranti - prosegue l'Assessore Carrazza - è un primo passo che garantisce pari opportunità e l'avvio di un percorso di cittadinanza a tutti gli effetti; e i risultati del programma di finanziamento di Autopromozione Sociale sono confortanti. Nuove imprese sono state aperte da donne e uomini che provengono da paesi fuori dall'Unione Europea. Roma, da sempre crocevia di culture, ospiterà così un take-away di specialità romene, un'agenzia di pompe funebri con rito musulmano, un punto vendita di abiti per la danza del ventre e molte altre piccole imprese. Gli immigrati - conclude Carrazza - diventano protagonisti della nostra economia coniugando la propria identità culturale alla realtà italiana".

Questo bando ha contribuito a risvegliare l'attenzione del mondo bancario verso i cittadini stranieri, con un salto di qualità: da forti risparmiatori a soggetti "finanziabili" in quanto portatori di idee, creatività e spirito d'iniziativa. I migranti diventano così parte attiva della nostra economia afferma Alessandro Messina, dirigente dell'U.O. Autopromozione Sociale - "Siamo convinti che migranti, credito e sviluppo possano rappresentare le tre dimensioni di una virtuosa relazione in cui tutti, dalla comunità locale alle istituzioni pubbliche, agli intermediari creditizi, contribuiscono ad un miglioramento della qualità della vita nei contesti urbani".

Per il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma, Francesco Liberati, "il ruolo dei cittadini migranti per lo sviluppo locale può e deve essere supportato con iniziative volte a coniugare l'impegno pubblico con quello dei privati, come sperimentato positivamente dalla BCC di Roma con l'attuazione di numerosi programmi di interesse sociale lanciati in collaborazione col Comune di Roma".

Parteciperanno al convegno il sindaco di Roma Walter Veltroni; l'assessore Paolo Carrazza; Francesco Liberati, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma; Enrico Pugliese, direttore CNR-IRPSS dell'Università di Napoli; Josè Luis Rhi-Sausi, direttore del CeSPI; Marco De Giorgi del Ministero delle Pari opportunità; Franco Pittau della Caritas Italiana; Piero Soldini della Cgil Nazionale; Luci Zuvela della LIPA; Cristina Foglia di Sky-TG24; Francesco Grande della Camera di Commercio di Roma; Grazia Naletto di Lunaria; Alessandro Messina, Autopromozione sociale; Anisoara Stanescu di Risvolti; Mounia Baroudi di Amin; Singh Sarbjit; Francesco Antonelli di Business-Value; Patrizia Fiocchetti dello Sportello immigrati Caritas di Roma; Nora Frey, mediatrice culturale e Victor Okeadu, presidente della Consulta degli Immigrati di Roma.

Autopromozione Sociale - Comune di Roma
Numero verde 800 272857
Autopromozione Sociale



IL CONVEGNO
MIGRANTI, CREDITO, SVILUPPO LOCALE
Nuove relazioni economiche per la qualità sociale
Sala Protomoteca - Campidoglio - 22 novembre 2005 ore 9.00-18.00

Saluti e relazioni introduttive
9.00 Saluto di Walter Veltroni - Sindaco di Roma
9.30 Promozione sociale: nuove competenze per l'Amministrazione Comunale
Paolo Carrazza - Assessore alle politiche per le periferie, sviluppo locale, lavoro
10.00 Il ruolo del credito per l' integrazione economica e sociale dei cittadini stranieri
Francesco Liberati - Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma

Gli scenari: lavoro, impresa, risparmio, credito
10.30 Il mercato del lavoro immigrato: dall'irregolare all'intraprendenza economica
Enrico Pugliese - Direttore CNR-IRPSS / Università di Napoli
11.00 Capacità di risparmio e investimento dei nuovi migranti
Josè Luis Rhi-Sausi - Direttore CeSPI

Tavola rotonda
11.30 Il ruolo delle istituzioni ed i percorsi di valorizzazione del lavoro di impresa dei migranti
Moderatrice: Cristina Foglia-Mia Economia-Sky-TG24
Partecipano: Marco De Giorgi (UNAR-Ministero Pari Opportunità), Franco Pittau (Caritas Italiana-Dossier Statistico Immigrazione), Piero Soldini (Cgil Nazionale), Luci Zuvela (LIPA), Francesco Grande (Camera di Commercio di Roma), Grazia Naletto (Lunaria)

13.00 Domande del pubblico

13.30 Buffet di prodotti biologici ed equosolidali

Progetti, pratiche, esperienze
14.30 Lo sviluppo locale della città a partire dalle nuove relazioni sociali
Alessandro Messina - Autopromozione Sociale - Dipartimento XIX - Comune di Roma
15.00 Imprese migranti in corso: Anisoara Stanescu (Risvolti), Mounia Baroudi (Amin), Singh
Sarbjit
15.30 Tecnica d'impresa e mediazione culturale: Francesco Antonelli (Business-Value),
Patrizia Fiocchetti (Sportello immigrati Caritas di Roma), Nora Frey (mediatrice culturale)
16.30 Cittadinanza economica e partecipazione sociale
Victor Okeadu - Presidente della Consulta degli Immigrati di Roma.

17.00 Domande del pubblico

17.30 Conclusioni

Iscriviti on line al convegno


 Nestlè 16/11/2005
Quattro lotti di latte liquido della Nestlè,confezioni di cartone da 500 ml, sono stati sequestrati, prima nelle Marche e poi in altre Regioni, dal Corpo forestale dello Stato.

Il motivo: la presenza, disciolta nel latte, di alte percentuali di Isopropyl Thioxanthone (ITX), una sostanza chimica usata per la grafica dell'involucro.

Ancora non si sa se la sostanza sia nociva e, non essendoci studi in merito, bisognerà aspettare la realizzazione di test, prima di poterne valutare gli effetti sulla salute, in particolare su quella dei bambini. Quel che è certo, osserva l'associazione Altroconsumo, è che non deve mai verificarsi il passaggio di contaminanti dalla confezione al prodotto.

I lotti ritirati sono: L507602959C e L5202020959B del prodotto Latte Mio, L511802959C e L435002959A del prodotto Nidina 2.

Concentrazioni decisamente minori di Isopropyl Thioxantone sono state riscontrate anche in un prodotto della Milupa (Aptamil) ma gli accertamenti sono ancora in corso.

I sequestri sono iniziati il 27 ottobre ad Ascoli Piceno e l'11 novembre hanno interessato tutto il territorio nazionale.

Sul sito della Nestlé Italia non c’è alcuna notizia o informazione sulla vicenda.

Secondo Altroconsumo, questo è solo l’ultimo di una lunga serie di esempi di come i contaminanti chimici possono arrivare a noi, senza che siano conosciuti gli effetti di tale sostanze sulla salute umana.

Domani, al Parlamento europeo, ci sarà la prima votazione sulla proposta di Regolamento REACH, cioè la registrazione, valutazione, e autorizzazione delle sostanze chimiche attualmente in circolazione, più di 100.000, di cui si sa poco o niente.

Il compromesso raggiunto è contestato da associazioni ambientaliste e dei consumatori.

Altroconsumo ha sollecitato gli europarlamentari a votare affinché siano rispettati quattro principi:
- registrazione di tutte le sostanze di elevata problematicità, indipendentemente dalle quantità prodotte o importate;
- obbligo di diligenza, in base al quale nessuna industria deve immettere sul mercato prodotti che mettono a rischio la salute o l'ambiente;
- garanzia di un elevato livello d'informazione ai consumatori;
- introduzione del principio di sostituzione delle sostanze altamente problematiche, con altre non cancerogene, né mutagene, né tossiche.

Fonte: RSI News

Leggi anche:
  • Lo strano caso di Nestlè e del Commercio Equo


  • Il caffè virtuale della Nestlè


  • Link su boicottaggio Nestlè
    Rete Italiana Boicottaggio Nestlè



     Stop alla Coca Cola 16/11/2005
    TORINO - Bisogna boicottare la Coca-Cola, togliendo lattine e bottigliette dai distributori automatici presenti negli edifici comunali. Lo dice un ordine del giorno , approvato lunedì notte da una parte del Consiglio di Torino. E' la città che dal 10 febbraio ospiterà le Olimpiadi invernali, che hanno proprio la multinazionale (già nel mirino qualche settimana fa di un paio di consigli di circoscrizione di Roma) tra i principali sponsor. Il documento è stato proposto da due esponenti di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, Beppe Castronovo e Gianguido Passoni, per esprimere una denuncia nei confronti dell'azienda, perché negli Stati Uniti la Coca-Cola è stata citata in giudizio, per violazione dei diritti umani, dai sindacati di alcune imprese colombiane imbottigliatrici della bevanda.

    L'effetto politico immediato, in Comune, è stata la divisione della maggioranza ulivista guidata dal sindaco Sergio Chiamparino, come dimostra il voto finale: 12 a favore, 11 contrari e 6 astenuti ( ma ben 20 erano i consiglieri assenti), equamente divisi tra i vari gruppi dell'alleanza, cui si è aggiunto un ex della Lega Nord mentre i due forzisti in aula, seppur contrari al boicottaggio, non hanno partecipato al voto.

    Si teme soprattutto un serio danno d'immagine a meno di tre mesi dall'inizio dei Giochi, mentre non dovrebbe esserci alcun effetto pratico. L'ordine del giorno è un semplice invito e i distributori comunali dovrebbero continuare a fornire Coca-Cola.

    Il sindaco ha provato, ieri mattina, a liquidare la sortita dell'assemblea municipale con una battuta: "Parafrasando Lenin, che diceva "l'estremismo è una malattia infantile del comunismo", io dico che l'infantilismo è una malattia senile del comunismo". In realtà Chiamparino non ha per nulla gradito la scarsa tenuta della sua coalizione (Rifondazione a Torino è all'opposizione), con Ds e Margherita che hanno lasciato libertà di voto ai consiglieri (i capigruppo della Quercia e dell'Udeur sono tra gli astenuti). Basta con questa storia delle Olimpiadi intoccabili - ha commentato invece uno dei proponenti, Passoni del Pdci -. E' stata un'iniziativa un po' provocatoria per mettere in risalto il nodo dei diritti umani calpestati.

    Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione, ha ricordato di non bere abitualmente Coca-Cola: Sono iniziative simboliche, per sottolineare un problema. Non entro nel merito della scelta che è stata fatta a Torino. Comunque noi non siamo integralisti".
    (g. l. v.)
    Fonte:
    Repubblica

     Salgono a 474 le imprese che collaborano con la dittatura in Myanmar 14/11/2005
    L’8 novembre, la Confederazione internazionale dei liberi sindacati (International Confederation of Free Trade Unions - ICFTU), che raggruppa 233 organizzazioni di 152 Paesi, tra cui Cgil, Cisl e Uil, ha presentato l’aggiornamento della base di dati sulle imprese che operano in Myanmar (ex-Birmania).

    Con le 38 nuove entrate, le compagnie censite salgono a 474, rispetto alle 439 di inizio anno.

    Accanto a compagnie presenti da lungo tempo, come Total, e ad altre di presenza più recente, come Daewoo, tra le new entry, in maggioranza piccole imprese, vi sono anche la giapponese Sanyo e la tedesca Polyphon, produttrice televisiva e cinematografica.

    Le aziende italiane sono sempre quattro: Tedeschi, Snamprogetti (Gruppo Eni), Lamborghini Tractors e Margaritelli Italia.

    L’ICFTU sottolinea che l’aggiunta di nuove compagnie alla lista non è indice di un interesse attuale delle imprese ad aumentare gli investimenti o i rapporti commerciali con Myanmar, ma è il risultato delle ricerche svolte dalla confederazione sindacale.

    Lo scorso gennaio,l’ICFTU ha pubblicato un rapporto, dimostrando come sia impossibile fare affari in Myanmar, o con esso, senza supportare direttamente la sua brutale dittatura militare, che impiega il 40% del bilancio nazionali in spese militari, destinando solo lo 0,3% alla sanità.

    Il Paese asiatico continua ad essere uno dei peggiori esempi al mondo, per quanto riguarda violazione dei diritti umani e dei lavoratori, costrizione al lavoro forzato e minorile, deportazione delle popolazioni dai propri territori, violenze contro le donne, prigionieri politici.

    Il tema dei diritti fondamentali dei lavoratori in Myanmar sarà al centro, la prossima settimana, di un’importante riunione del consiglio d’amministrazione dell’International Labour Organization (ILO), agenzia dell’Onu, da cui le autorità del Paese asiatico hanno annunciato ufficiosamente di voler uscire.

    Lo scorso luglio, l’ILO è stata oggetto di una massiccia campagna propagandistica in Myanmar e il suo rappresentante ha ricevuto anche lettere anonime, contenenti minacce di morte.

    L’ostilità della giunta militare contro l’ILO aveva trovato nuovo vigore dopo che, nella sua Conferenza annuale di giugno, l’Agenzia dell’Onu aveva rilevato che la situazione del lavoro forzato nel Paese non era cambiata in modo significativo e continuava nelle sue forme peggiori.

    Secondo la Commissione dell’ILO sull’applicazione delle norme, non era possibile proseguire con l’atteggiamento “aspettiamo e vediamo”, adottato dalla maggioranza dei membri dal 2001. I membri dell’ILO venivano “invitati a riconsiderare urgentemente le loro relazioni con il Myanmar, ivi compreso l’investimento estero diretto e la presenza di imprese statali o militari”.

    Nel giugno 2000, il consiglio d’amministrazione dell’ILO aveva fatto appello a tutti i suoi membri e alle organizzazioni internazionali, affinché prendessero in esame le loro relazioni con il governo militare e le loro operazioni nel Myanmar, in modo da garantire che queste non avessero come conseguenza il lavoro forzato.

    Ora, il consiglio d’amministrazione dell’ILO potrebbe decidere di adottare nuove misure.

    Fonte:
    RSI News

    Approfondimenti
  • La lista delle imprese che fanno affari con Myanmar

  • Birmania: storia di oppressione e boicottaggio







  •  La coperta corta di Nestlè 14/11/2005
    Le organizzazioni italiane Agices (Associazione Generale Italiana Commercio Equo e Solidale),AssoBdm (Associazione Botteghe del Mondo Italia) e Transfair/Fairtrade Italia esprimono tutte le loro perplessità circa la concessione del marchio Fairtrade ad un prodotto Nestlè da parte della Fairtrade Foundation inglese.

    Sottolineando ancora una volta i comportamenti pìù che scorretti della multinazionale svizzera, le organizzazioni fanno un appello:

  • a tutte le esperienze di Marchio europee e mondiali, di rivedere e non proseguire la concessione del marchio Fairtrade alla linea di caffè in questione;

  • a tutte le organizzazioni della società civile europea e mondiale, di fare pressione sulla Fair Trade Labelling Organization (Flo) per aprire una discussione sui criteri utilizzati per conferire la certificazione a prodotti delle imprese multinazionali;

  • a tutte le organizzazioni della società civile internazionale, ai movimenti sociali, di appoggiare e sostenere tutte le iniziative sviluppate dalla rete Ibfan(International Baby-Food Action Network);

  • ai gruppi e insegne della Grande Distribuzione e Grande Distribuzione Organizzata, in particolare a coloro che hanno aderito alla certificazione SA8000, di chiedere conto dei comportamenti in tema di diritti del lavoro, rispetto delle convenzioni internazionali e rispetto dell’ambiente da parte delle imprese fornitrici.


  • Leggi il comunicato

    Approfondimenti:
  • Il caffè virtuale della Nestlè

  • Lo strano caso di Nestlè e del commercio equo e solidale


  •  Zanotelli sui campi Rom a Casoria (Napoli) 14/11/2005
    Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom, situati nel comune di Casoria, nella provincia di Napoli. In questi campi c'erano circa quattrocento persone.

    Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici, ruspe, cingolati per demolire il tutto. Sembrava un esercito in assetto di guerra che spianava tutto. Unica sorpresa: il campo era stato abbandonato dai Rom lungo la notte. Infatti la sera prima, un notevole contingente di Polizia aveva ammonito tutti ad andarsene. E se ne erano andati, scappando da tutte le parti: chi verso la stazione ferroviaria (Piazza Garibaldi), chi verso centri sociali ove poter passare la notte. Non si era mai visto a Napoli un'azione del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a simili scene nella mia Italia.

    Era da alcuni mesi che accompagnavo, insieme al professore Marco Nieli, da vicino, l'avventura di questi Rom: gente buona, semplice, attiva, gente che non ha mai partecipato ad una guerra, gente che era scappata dalla Romania per trovare un po' di dignità. Ero stato, con Marco, ospite dei Rom di Casoria: un'ospitalità calorosa e aperta. Con loro ho potuto vedere la realtà del campo. Devo confessare che non avevo mai visto in Italia, una situazione così degradata. Mi faceva venire in mente certi angoli di Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, dove sono vissuto per 12 anni. Questo sia per la sua posizione, sia per le condizioni del campo. Infatti l'accampamento Rom di Casoria è posto sotto un immenso arco con piloni enormi della tangenziale di Napoli. Ma le condizioni igieniche e ambientali del campo non sono meno agghiaccianti. Baracche accatastate una sopra l'altra in piccolissimi spazi. Senza acqua potabile. Stretto tra due ferrovie (un ragazzo è morto qualche mese fa sotto un treno). Enormi topi che passeggiavano tranquillamente.

    La gente ci ha accolto con tanto calore e tanti caffè. Avevano invitato tutti a venire l'11 aprile davanti al Comune di Casoria per parlare con gli esponenti del Comune. Quel giorno buona parte della comunità venne in piazza a urlare, gridare, battere i tamburi, per chiedere l'acqua potabile nel campo, un bus per portare i bambini a scuola ed infine un luogo alternativo ove i Rom potessero costruire il loro campo. Ci incontrammo con l'assessore alle politiche sociali, con il sindaco che promise…di andare con noi dal presidente della regione, Bassolino.

    E' incredibile che in Campania non ci sia ancora una legge quadro per i Rom. Furono solo promesse. Dopo tante insistenze… arrivarono i poliziotti, le ruspe……e via! Via tutti quelli che sporcano le nostre città. La cosa più incredibile fu che il comune di Casoria è stato commissariato per infiltrazioni mafiose! Come ultimo gesto il sindaco uscente aveva firmato l'ordinanza dello sgombero. Grave, molto grave che si dia effetto immediato ad un'ordinanza di un sindaco "scaduto"! Il prefetto l'ha immediatamente resa effettiva! E' proprio vero che sono sempre i poveri a pagare. Ma ho visto un gruppo di fuggiaschi fuori dalla stazione Gianturco: donne incinte, bambini che piangevano…Ora vivono nella diaspora della quasi totale indifferenza delle istituzioni e dei cittadini. E' questa l'Italia democratica? E' così che trattiamo i Rom? Non è forse così che trattiamo anche gli immigrati chiudendoli nei CPT, veri lager?

    I poveri a Nord come a Sud, a Napoli come a Nairobi, non contano! Eppure sono volti!

    Alex Zanotelli

     Consumatori o consumati? 14/11/2005
    La bottega MiMoPo organizza con il patrocinio della Città di Cologno Monzese due serate di incontri sul tema:

    Consumatori o Consumati?
    Commercio Equo e Solidale: strumento attivo di consumo consapevole


    Gli incontri si terranno il 17 e il 24 Novembre alle ore 21 a Cologno Monzese presso la Sala Pertini di Villa Casati(piazza Mazzini,4). Interverranno Luca Gioelli Cooperativa Libero Mondo e Davide Barillari Associazione Tatavasco.



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